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19 Giugno 2013 English version
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RITO DI PRIMAVERA (opera seconda)
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titolo originale:
RITO DI PRIMAVERA
regia di:
cast:
sceneggiatura:
produttore:
produzione:
paese:
Italia
anno:
2011
status:
In preparazione (31/01/2013)
L’idea del film si ispira al balletto Le sacre du printemps di Igor Stravinskij, a sua volta ripreso da un mito russo che racconta di una donna sacrificata per propiziare l’arrivo della primavera.
La storia è ambientata in parte in Brasile e in parte a Roma e narra le vicende di una transessuale e del duplice viaggio da lei svolto: il primo fisico, nel processo di cambiamento di sesso e, l’altro, interiore, tramite continue vicissitudini in giro per il mondo. Il film alterna dunque la parte brasiliana a quella italiana: la prima, ambientata nel passato, ha per protagonista un maschio adolescente; la seconda invece, ambientata nel presente, ha per protagonista una donna transessuale di circa quarant’anni. Tramite l’intreccio delle due storie è possibile capire che si sta parlando della stessa persona. Oltre ai primi passi nel percorso del cambio di sesso, la parte brasiliana vede il giovane protagonista (Rafael) immerso nelle problematiche della vita nella cittadina dell’entroterra in cui abita: il primo amore con un ragazzo poco più grande di lui, un’adolescenza in bilico fra ricerca di femminilità (tramite travestimenti), criminalità ed emarginazione. La seconda storia, quella italiana, vede il nostro personaggio ormai donna (Beatriz), alle prese con le problematiche dello sfruttamento della prostituzione, con una relazione travagliata, con l’incontro con una sua amica transessuale incontrata per caso a Roma e con il sacrificio finale che dovrà compiere.
La nostra idea di film non restituisce un’immagine negativa della persona transessuale. Si parla di prostituzione e criminalità ma non è mai mostrata una ragazza transessuale nell’atto di prostituirsi. Inoltre nel film ci saranno personaggi transessuali decisamente “positivi”, per allentare il pregiudizio, tutto italiano, che transessuale sia un sinonimo di prostituta: la prostituzione infatti diventa per queste ragazze l’unica condizione possibile per la sopravvivenza in una società che le emargina. Ogni elemento del film sarà concepito e scritto in maniera verosimile, prendendo spunto dalle esperienze personali di numerose persone transessuali intervistate e attingendo dall’esperienza di psicologi e psicoterapeuti esperti in materia.
Tutta la storia abbraccia un periodo di tempo molto ampio, ma verrà narrata in un arco di tre stagioni (estate, autunno e inverno), come se si trattasse di un solo ciclo stagionale: la primavera arriverà solo nel finale del film...
credits

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