L’idea del film si ispira al balletto Le sacre
du printemps di Igor Stravinskij, a sua
volta ripreso da un mito russo che racconta
di una donna sacrificata per propiziare
l’arrivo della primavera.
La storia è ambientata in parte in Brasile
e in parte a Roma e narra le vicende di
una transessuale e del duplice viaggio da
lei svolto: il primo fisico, nel processo di
cambiamento di sesso e, l’altro, interiore,
tramite continue vicissitudini in giro per il
mondo. Il film alterna dunque la parte
brasiliana a quella italiana: la prima, ambientata
nel passato, ha per protagonista
un maschio adolescente; la seconda invece,
ambientata nel presente, ha per
protagonista una donna transessuale di
circa quarant’anni. Tramite l’intreccio
delle due storie è possibile capire che si
sta parlando della stessa persona.
Oltre ai primi passi nel percorso del cambio
di sesso, la parte brasiliana vede il
giovane protagonista (Rafael) immerso
nelle problematiche della vita nella cittadina
dell’entroterra in cui abita: il primo
amore con un ragazzo poco più grande di
lui, un’adolescenza in bilico fra ricerca di
femminilità (tramite travestimenti), criminalità
ed emarginazione. La seconda storia,
quella italiana, vede il nostro
personaggio ormai donna (Beatriz), alle
prese con le problematiche dello sfruttamento
della prostituzione, con una relazione
travagliata, con l’incontro con una
sua amica transessuale incontrata per
caso a Roma e con il sacrificio finale che
dovrà compiere.
La nostra idea di film non restituisce
un’immagine negativa della persona transessuale.
Si parla di prostituzione e criminalità
ma non è mai mostrata una
ragazza transessuale nell’atto di prostituirsi.
Inoltre nel film ci saranno personaggi
transessuali decisamente “positivi”,
per allentare il pregiudizio, tutto italiano,
che transessuale sia un sinonimo di prostituta:
la prostituzione infatti diventa per
queste ragazze l’unica condizione possibile
per la sopravvivenza in una società
che le emargina. Ogni elemento del film
sarà concepito e scritto in maniera verosimile,
prendendo spunto dalle esperienze
personali di numerose persone
transessuali intervistate e attingendo dall’esperienza
di psicologi e psicoterapeuti
esperti in materia.
Tutta la storia abbraccia un periodo di
tempo molto ampio, ma verrà narrata in
un arco di tre stagioni (estate, autunno e
inverno), come se si trattasse di un solo
ciclo stagionale: la primavera arriverà
solo nel finale del film... |