Sergio e Fulvio, due quarantenni, affidano il loro riscatto sociale ad un’idea particolare: mettere su un’agenzia che vende felicità. Si, proprio la felicità!
I due sono convinti di aver trovato l’oro, anche perché oggi come oggi la depressione è la malattia più diffusa nel mondo! Nasce così l'agenzia Felici & Contenti che si pone come obiettivo quello di esaudire i desideri più disparati delle persone. Dopo un inizio un po’ stentato arrivano i primi clienti. C’è l’uomo che ha comprato un cellulare nuovo, ultima generazione. Bellissimo. Qual è il problema? Non lo chiama nessuno. Ci pensano quelli dell’agenzia! Dieci telefonate al giorno bastano? Affare fatto! C’è la ragazza grassottella che avrebbe tanto piacere di sentirsi ammirata dagli uomini. Mai una volta che un uomo si sia fermato per farle un commento, anche pecoreccio. Ci penseranno Sergio e Fulvio a fargli provare questa nuova sensazione. L’agenzia si adopera in molti servizi pur di rendere felice i clienti. Ad esempio Luca, ragazzo gay chiede l’intervento dell’agenzia per confessare la propria omosessualità ai genitori. L’agenzia esaudisce la sua richiesta… dopo l’annuncio sono i genitori a non essere proprio contenti. Con il passare del tempo una folla sempre più numerosa di clienti si accalca fuori dall’agenzia, ognuno con la propria richiesta. Dai desideri dei clienti viene fuori un campionario umano variegato, pronto ad accontentarsi anche di una dichiarata “ bugia” pur di sentirsi un pò felice. L’agenzia Felici e Contenti si comporta come un’agenzia pubblicitaria: da al pubblico cio’ che il pubblico vuole! E la cosa funziona perché nessun uomo può fare a meno della felicità. Alcuni paesi addirittura hanno deciso di cambiare la loro unità di misura del progresso sostituendo il calcolo del PIL con l’indice di felicità nazionale. Altri paesi, come l’America, hanno addirittura scritto il diritto ad essere felici nella loro costituzione. Insomma, l’ag. Felici e Contenti produce una “ felicità fittizia” che però rende i clienti più sicuri, ottimisti e sereni. Ma essendo appunto una felicità solo virtuale non può durare in eterno e le prime crepe si fanno sentire. La “bugia” dopo un po’ non basta più a provocare emozioni! Ci si abitua anche a quella. E così dopo un breve momento di gloria l’agenzia Felici e Contenti è costretta a chiudere i battenti. Fulvio tornerà al suo vecchio lavoro di fabbro, mentre Sergio condividerà la sua bottega di alimentari con un pakistano patito di kebab. L’unico sogno che Sergio riuscirà veramente a realizzare sarà quello del figlio; il bambino che gioca a calcio nel ruolo di portiere riuscirà finalmente ad incontrare il “mitico” Dino Zoff.
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