Una contesa western sotto il cielo azzurrissimo d’una Puglia violenta e disperata, lontana da qualsiasi stereotipo turistico. Siamo a Languore, centro rurale sperduto in un Mezzogiorno fuori dal tempo, e nell’arco di una settimana assistiamo alle vicende incrociate di alcuni personaggi la cui esistenza ruota attorno alla decisione del Comune di convertire una vasta area selvaggia in riserva protetta, rintuzzando interessi antichi e corrotti che presto prenderanno il sopravvento, sino alla spietata resa dei conti finale. Il racconto procede incalzante, e la visione western cede il passo alla tragedia corale: accompagniamo gli andirivieni della guardia forestale Nico, idealista che non crede pił nel futuro, oppure quelli del giovane sindaco Enrico, politico progressista senza certezze nella vita; conosciamo la bella Milena, scappata al nord per sfuggire a un ex fidanzato violento e ai suoi fratelli piantagrane, ma anche l'ex militare Buba, ossessionato dalle armi. E poi ci sono il viscido costruttore Don Titta, abile manipolatore e possidente senza scrupoli, e l’inquietante Pietro Lu Sorgi, sorta di eremita fuori di testa che pur di non sgombrare la propria abitazione abusiva imbraccia la doppietta e diventa letale. Sullo sfondo di una natura spettacolare e indomita, UOMINI E CANI tocca per mezzo dei crismi del «genere» temi forti come l’abusivismo e la decadenza morale, le speculazioni affaristico-politiche legate alla cementificazione selvaggia su terreni agricoli e suoli liberi resi edificabili, affrontando un nodo intricato della realtą contemporanea, non solo meridionale: la nostra capacitą di regolarizzare l’inarrestabile macchina del progresso e il suo inequivocabile riverbero sulla vita quotidiana delle persone.Una storia dal grande ritmo narrativo, l’incedere di un western, la passione sociale, il finale da thriller. Tutto in una settimana, dove a nessuno di quelli rimasti in piedi, sarą garantita una patente di purezza. |