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sabato 1 novembre 2014

Nessuno mi può giudicare (opera prima)

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Nessuno mi può giudicare

Nessuno mi può giudicare

Nessuno mi può giudicare

titolo originale:

NESSUNO MI PUÒ GIUDICARE

fotografia:

scenografia:

distribuzione:

vendite estere:

paese:

Italia

anno:

2011

durata:

95'

formato:

35mm - colore

uscito in sala:

18/03/2011

La trentacinquenne ALICE vive in una bella villetta di Roma nord, ha un marito, un figlio di 9 anni e tre domestici extra-comunitari. La sua caratteristica principale è la superficialità ma annovera tra le sue qualità anche l’antipatia e il classismo. La sua vita sembra un sogno dorato ma si rivelerà ben presto un incubo. Suo marito, imprenditore nel ramo dei sanitari, muore in un incidente e lei rimane sul lastrico con un debito fortissimo da saldare e con lo spauracchio che i servizi sociali le portino via il figlio. A questo punto Alice e suo figlio FILIPPO lasciano i quartieri alti e sono costretti ad andare a vivere in periferia, nel palazzo del cameriere AZIZ. Bel trauma!
Alice deve inventarsi qualcosa per salvare la sua vita e quella del figlio e l’unico modo possibile per guadagnare molto denaro in poco tempo è fare il mestiere più antico del mondo. Si informa su internet e si fa dare una mano da una escort di professione: EVA, una trentenne bellissima apparentemente superficiale e cinica. Sarà lei a introdurre Alice nel mondo che conta. Alice avrà a che fare con artisti, politici, imprenditori, personaggi sportivi e tutta la vasta gamma di clienti tipici delle signorine d’alto bordo. Certo all’inizio è molto dura perché Alice, oltre a non essere sexy, è anche una vera imbranata e non ha proprio le caratteristiche per fare “il mestiere”, poi però la donna si tappa il naso e spinta dal bisogno si butta a capofitto nella sua missione.
Ma la storia racconta anche i percorsi delle brave persone, quelle che lottano onestamente per la dignità, che lavorano seriamente e che mandano avanti il paese. In particolare GIULIO, gestore di un Internet Point di fronte alla nuova casa di Alice, ha la fortuna/sfortuna di incontrare Alice. I due inizialmente si evitano perché troppo diversi ma poi cominciano ad apprezzarsi e si innamorano tra le strade di una periferia che ai loro occhi diventa sempre più allegra. Giulio è uno di sani principi che odia le bugie e l’ipocrisia. E’ normale quindi che andrà in crisi quando scoprirà che Alice fa la escort e gli ha raccontato un sacco di bugie. Il film non racconta solo le storie di Alice, Eva e Giulio ma è una storia corale, raccontata da tanti personaggi più o meno bizzarri che abitano nel quartiere. Un affresco di quell’Italia a due facce, piena di solidarietà ed amicizia e allo stesso tempo strabordante di contraddizioni.
C’è LIONELLO, portiere del palazzo, che sfoggia quel razzismo italico un po’ qualunquista. E’ politicamente scorretto in tutto ciò che dice ed è il monumento al tipico italiano becero dal cuore d’oro.
Ci sono ENZO e TIZIANA, quarantenni sposati ma senza figli che fanno del buon vicinato una ragione di vita.
C’è AZIZ, cameriere pakistano dal cuore grande, l’unico che aiuta Alice nel momento peggiore.
C’è BIAGIO, che lavora nell’internet point e soffre per amore perché la sua fidanzata SOFIA l’ha tradito con un giocatore di rugby… peraltro neanche titolare.
C’è tutto un mondo di cinesi, cingalesi, indiani, magrebini, sudamericani… gli italiani di prima generazione, quelli che per fortuna ancora non possono permettersi di pagare 1.500 euro per passare una notte con una escort.
Alice è una donna piegata dalla vita, costretta ad accettare l’inaccettabile… nel suo piccolo è eroica. Una di quelle donne che vale la pena di raccontare.
Il film analizza in chiave comica la generazione del compromesso, quella che non ha scelta e deve prendere decisioni estreme per tirare a campare. Una fotografia divertente dell’Italia di oggi dove le notizie di attualità spesso superano incredibilmente ogni immaginazione.