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venerdì 18 agosto 2017

Vergine Giurata (opera prima)

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Vergine Giurata

Vergine Giurata

Vergine Giurata

titolo originale:

VERGINE GIURATA

regia di:

sceneggiatura:

Laura Bispuri, Francesca Manieri, dal romanzo omonimo di Elvira Dones

fotografia:

scenografia:

produzione:

Vivo film, Colorado Film, Rai Cinema, Erafilm Production, Bord Cadre films, con il contributo del MiBACT, The Match Factory Productions, con il sostegno del programma MEDIA, Eurimages, L'Atelier - Cannes 2013, IDM Südtirol – Alto Adige Film Fund & Commission (BLS)

paese:

Italia/Svizzera/Germania/Albania/Kosovo

anno:

2015

durata:

90'

formato:

colore

uscito in sala:

19/03/2015

premi e festival:

La storia ha inizio sulle 'montagne maledette' dell'Albania del nord, 30 anni fa. Un mondo a parte, una società patriarcale dove vige il codice Kanun che regola la vita di tutta la comunità delle montagne, basato sulla vendetta di sangue, sull'onore e sui clan familiari. Nel Kanun c'è scritto cha la donna è un otre che deve solo sopportare. Qui nasce Hana, una giovane che vorrebbe urlare al mondo 'io sono libera, forte e donna' e si scontra con questa società arcaica. Hana perde i genitori e viene adottata dagli zii dove cresce insieme alla loro figlia, la cugina Lila. Due ragazzine che hanno lo stesso spirito d'evasione, ma le cui strade si dividono. Lila scappa da un matrimonio combinato. Hana, legata alla famiglia che l'ha accolta, in particolare allo zio che avrebbe voluto un figlio maschio, non ha la forza di andarsene ma deve fare i conti con la sua natura ribelle in quel mondo così arcaico.
Decide così di diventare una 'vergine giurata'. La donna in quei paesi ha la possibilità di fare un giuramento davanti a 12 vecchi del villaggio: prendere il nome di un uomo, indossare i vestiti maschili e così essere libera come lo sono gli uomini, a condizione che neghi per sempre la sessualità e l'amore, rimanendo vergine per tutta la vita.
Hana trascorre da sola ben 10 anni tra quelle montagne, ma un giorno, dopo aver perso entrambi gli zii, Hana raggiunge l'Italia dove c'è la cugina Lila e sua figlia Ionida, una ragazzina che fa nuoto sincronizzato, avendo un'idea della femminilità perfetta.
Attraverso queste due figure Hana fa un percorso di micromovimenti per riprendersi la parte di femminilità che aveva rinnegato per tanti anni, fino ad avere un contatto con un uomo ed essere pronta ad amare.