EFP Cannes
lunedì 25 settembre 2017

Le Meraviglie (opera seconda)

vedi anche

sito ufficiale

clicca sulle immagini per scaricare le foto in alta risoluzione

Le Meraviglie

Le Meraviglie

Le Meraviglie

titolo originale:

LE MERAVIGLIE

cast:

Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck, Alba Rohrwacher, Sabine Timoteo, Agnese Graziani, Monica Bellucci, Andre Hennicke, Luis Huilca, Eva Lea Pace Morrow, Maris Stella Morrow, Margarete Tiesel

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

scenografia:

produzione:

Tempesta, Amka Films Productions, Rai Cinema, Pandora Filmproduktion, Arte France Cinéma, con il contributo del MiBACT, in coproduzione con RSI, Radiotelevisione Svizzera SRG SSR, ZDF / Das kleine Fernsehspiel, con il sostegno di Ufficio Federale della Cultura (DFI), Medienboard Berlin-Brandenburg, in associazione con Cineteca di Bologna, BNL Gruppo BNP Paribas, con la partecipazione della Regione Toscana

paese:

Italia/Svizzera/Germania

anno:

2014

durata:

100'

formato:

colore

uscito in sala:

22/05/2014

premi e festival:

La famiglia di Gelsomina funziona grazie a regole speciali. Prima di tutto lei ha dodici anni ma è capofamiglia. Le sue tre sorelle le devono obbedire, dormire quando decide lei, e lavorare sotto il suo assiduo controllo. E il mondo, fuori, non deve sapere niente delle loro regole, deve essere mantenuto separato e bisogna imparare a mimetizzarsi.
Suo padre è uno straniero, Wolfgang, e vede in lei la principessa ereditaria del suo strano e improbabile regno. Certo, un maschio sarebbe meglio, ma Gelsomina è abbastanza forte e determinata e in più ha un talento speciale per il lavoro con le api e con il miele. È lei che cattura gli sciami sugli alberi, è lei che organizza la smielatura e sposta gli alveari.
Mentre intorno il paesaggio brucia sotto l'effetto dei diserbanti e il mondo della campagna si sfalda e si trasforma, dalla città arriva un concorso televisivo che promette sacchi di soldi e crociere alla famiglia più “tipica”. Il programma è condotto dalla fata bianca Milly Catena, e si chiama Il paese delle Meraviglie.
Gelsomina vorrebbe partecipare, ma Wolfgang non prende neanche in considerazione questa proposta. Un altro problema lo tormenta: le nuove normative europee per la produzione alimentare. Se non sistemano il laboratorio del miele con pareti lavabili e spazi ben delimitati, dovranno chiudere l'attività. C'è bisogno di lavorare tanto, aumentare le api, sistemare il laboratorio. Nell'assidua ricerca di manodopera a poco prezzo, Wolfgang prende a lavorare con sé un ragazzo difficile, Martin, che viene da un programma di rieducazione dello stato tedesco. La molla si carica: da una parte un bambino silenzioso e sfuggente in cui Wolfgang proietta il figlio maschio tanto desiderato, dall'altra la forza centripeta ormai inarginabile di Gelsomina, che è disposta a tutto pur di rivedere la fata bianca.
Le meraviglie racconta una storia d'amore piccola e feroce tra un padre e una figlia, con tormenti, gelosie e ritrosie, regali smisurati e dolorosi tradimenti. Racconta il legame tra una famiglia e un territorio in profonda mutazione.
E racconta anche di un grande fallimento, da cui però tutti usciranno più forti.

NOTE DI REGIA:
Ancora un film? E perché? Ma ne abbiamo davvero bisogno?
"Ci sono cose che esistono ma si trasformano in nulla se si studiano, se vengono estrapolate dalla loro materia, le meduse, i sogni." In un’epoca dove tutto è analizzabile, dove i brutti sogni diventano malattie, dove le molecole si dividono all'infinito e la politica si trasforma in una specie di psicoterapia di massa, io credo ci sia bisogno di sintesi, di meduse. E i film possono esserlo. Possono, ma è un percorso difficile perché è pieno di trabocchetti - come per esempio perdersi alla ricerca di una storia che funzioni meglio di altre, o ricattare il pubblico cavalcando le sue sciagure, o rincitrullirlo tempestandolo di forti emozioni - e c'è bisogno di tanta attenzione.
Nella nostra storia la famiglia di Gelsomina fa il miele, e siamo sicuri che sia un miele buonissimo, ma il loro laboratorio, il modo in cui lavorano è completamente illegale: le mura non sono disinfettabili, manca un tombino sifonato, il bagno con l'antibagno. E che dire poi della manodopera minorile? Insomma, quello che loro fanno è buono, ma se andiamo a vedere da vicino non rispettano nessuna legge e potremmo davvero sbatterli in prigione.
Una cosa simile accade anche nel nostro lavoro, e spesso i buoni film non possono rispettare tutte le leggi narrative e produttive. Certo, c'è il rischio che gli spettatori, un po' come i NAS, ti facciano chiudere. Ma io credo che prima di pensare a quanto miele vendere, bisogna chiedersi se è buono, soprattutto se lo possiamo dare da mangiare ai nostri bambini.