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lunedì 26 settembre 2016

Le Meraviglie (opera seconda)

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Le Meraviglie

Le Meraviglie

Le Meraviglie

titolo originale:

LE MERAVIGLIE

cast:

Maria Alexandra Lungu, Sam Louwyck, Alba Rohrwacher, Sabine Timoteo, Agnese Graziani, Monica Bellucci, Andre Hennicke, Luis Huilca, Eva Lea Pace Morrow, Maris Stella Morrow, Margarete Tiesel

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

scenografia:

produzione:

Tempesta, Amka Films Productions, Rai Cinema, Pandora Filmproduktion, Arte France Cinéma, con il contributo del MiBACT, in coproduzione con RSI, Radiotelevisione Svizzera SRG SSR, ZDF / Das kleine Fernsehspiel, con il sostegno di Ufficio Federale della Cultura (DFI), Medienboard Berlin-Brandenburg, in associazione con Cineteca di Bologna, BNL Gruppo BNP Paribas, con la partecipazione della Regione Toscana

paese:

Italia/Svizzera/Germania

anno:

2014

durata:

100'

formato:

colore

uscito in sala:

22/05/2014

premi e festival:

La famiglia di Gelsomina funziona grazie a regole speciali. Prima di tutto lei ha dodici anni ma è capofamiglia. Le sue tre sorelle le devono obbedire, dormire quando decide lei, e lavorare sotto il suo assiduo controllo. E il mondo, fuori, non deve sapere niente delle loro regole, deve essere mantenuto separato e bisogna imparare a mimetizzarsi.
Suo padre è uno straniero, Wolfgang, e vede in lei la principessa ereditaria del suo strano e improbabile regno. Certo, un maschio sarebbe meglio, ma Gelsomina è abbastanza forte e determinata e in più ha un talento speciale per il lavoro con le api e con il miele. È lei che cattura gli sciami sugli alberi, è lei che organizza la smielatura e sposta gli alveari.
Mentre intorno il paesaggio brucia sotto l'effetto dei diserbanti e il mondo della campagna si sfalda e si trasforma, dalla città arriva un concorso televisivo che promette sacchi di soldi e crociere alla famiglia più “tipica”. Il programma è condotto dalla fata bianca Milly Catena, e si chiama Il paese delle Meraviglie.
Gelsomina vorrebbe partecipare, ma Wolfgang non prende neanche in considerazione questa proposta. Un altro problema lo tormenta: le nuove normative europee per la produzione alimentare. Se non sistemano il laboratorio del miele con pareti lavabili e spazi ben delimitati, dovranno chiudere l'attività. C'è bisogno di lavorare tanto, aumentare le api, sistemare il laboratorio. Nell'assidua ricerca di manodopera a poco prezzo, Wolfgang prende a lavorare con sé un ragazzo difficile, Martin, che viene da un programma di rieducazione dello stato tedesco. La molla si carica: da una parte un bambino silenzioso e sfuggente in cui Wolfgang proietta il figlio maschio tanto desiderato, dall'altra la forza centripeta ormai inarginabile di Gelsomina, che è disposta a tutto pur di rivedere la fata bianca.
Le meraviglie racconta una storia d'amore piccola e feroce tra un padre e una figlia, con tormenti, gelosie e ritrosie, regali smisurati e dolorosi tradimenti. Racconta il legame tra una famiglia e un territorio in profonda mutazione.
E racconta anche di un grande fallimento, da cui però tutti usciranno più forti.

NOTE DI REGIA:
Ancora un film? E perché? Ma ne abbiamo davvero bisogno?
"Ci sono cose che esistono ma si trasformano in nulla se si studiano, se vengono estrapolate dalla loro materia, le meduse, i sogni." In un’epoca dove tutto è analizzabile, dove i brutti sogni diventano malattie, dove le molecole si dividono all'infinito e la politica si trasforma in una specie di psicoterapia di massa, io credo ci sia bisogno di sintesi, di meduse. E i film possono esserlo. Possono, ma è un percorso difficile perché è pieno di trabocchetti - come per esempio perdersi alla ricerca di una storia che funzioni meglio di altre, o ricattare il pubblico cavalcando le sue sciagure, o rincitrullirlo tempestandolo di forti emozioni - e c'è bisogno di tanta attenzione.
Nella nostra storia la famiglia di Gelsomina fa il miele, e siamo sicuri che sia un miele buonissimo, ma il loro laboratorio, il modo in cui lavorano è completamente illegale: le mura non sono disinfettabili, manca un tombino sifonato, il bagno con l'antibagno. E che dire poi della manodopera minorile? Insomma, quello che loro fanno è buono, ma se andiamo a vedere da vicino non rispettano nessuna legge e potremmo davvero sbatterli in prigione.
Una cosa simile accade anche nel nostro lavoro, e spesso i buoni film non possono rispettare tutte le leggi narrative e produttive. Certo, c'è il rischio che gli spettatori, un po' come i NAS, ti facciano chiudere. Ma io credo che prima di pensare a quanto miele vendere, bisogna chiedersi se è buono, soprattutto se lo possiamo dare da mangiare ai nostri bambini.