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domenica 16 dicembre 2018

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22° Tokyo International Film Festival: percorso netto per il cinema italiano

22° Tokyo International Film Festival: percorso netto per il cinema italiano

Anche quest’anno, grazie alle selezioni coordinate da Cinecittà Luce- Filmitalia, il cinema italiano è presente in tutte le sezioni internazionali del Tokyo International Film Festival (17/25 ottobre 2009). Giunto alla 22° edizione, il festival, che ha sede nell’animato quartiere di Roppongi, si conferma come uno dei più interessanti appuntamenti cinematografici asiatici e la più importante vetrina per il mercato giapponese. Il Festival, infatti, ospita nelle stesse date il TIFFCOM che, oltre ad essere un vero e proprio mercato dell’audiovisivo, è anche sede di incontri per le coproduzioni e panel dedicati ai nuovi trends industriali. In competizione l’Italia sarà rappresentata da Dieci Inverni, opera prima del giovane Valerio Mieli (già nella sezione Controcampo a Venezia), che concorrerà al prestigioso Tokyo Sakura Grand Prix. Baaria di Giuseppe Tornatore è stato selezionato in World Cinema, percorso dedicato alle grandi produzioni occidentali, mentre il documentario In un altro mondo di Joseph Pèaquin arriva da Locarno per raccontare storie dal Parco del Gran Paradiso nella sezione Natural TIFF, dedicata alle tematiche ambientali e al rapporto uomo natura. In World Cinema verrà presentata anche la coproduzione italo francese Questione di punti di vista (36 vues du Pic Saint-Loup) di Jaques Rivette. Nell’ambito del festival è prevista la proiezione speciale di Terra Madre, di Ermanno Olmi, che avrà luogo presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo. Di assoluto prestigio la delegazione italiana che accompagna i film: per Dieci inverni il regista Valerio Mieli e il protagonista maschile Michele Riondino; per Baaria il regista Giuseppe Tornatore ed i protagonisti Francesco Scianna e Margareth Madè mentre per la produzione Medusa saranno presenti il Presidente Carlo Rossella, l’Amministratore Delegato Giampaolo Letta e il Direttore di Produzione Mario Spedaletti; infine il documentario In un altro mondo è introdotto dal regista Joseph Péaquin.