Bentornato papà (opera seconda)

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Bentornato papà

Siamo in una bella famiglia del sud, unita da un rapporto profondo, nonostante alcune incomprensioni: Franco, un padre che ha dedicato la vita ai suoi cari e al lavoro. Il figlio Andrea, studente universitario con le proprie ambizioni e inquietudini. La figlia Alessandra, dolce e sensibile con il sogno di diventare maestra d’asilo. La moglie Anna apprensiva e amorevole. Il fratello maggiore, Silvano, a cui è molto legato.
Un ictus colpisce Franco improvvisamente. Una tragica sorpresa che sconvolge la sua vita e quella dei suoi cari, ma che diventa per tutti un momento di crescita interiore. Un percorso terapeutico dell’anima reso possibile dall’amore della famiglia e degli ‘amici’ che si incontrano lungo la strada, alla ricerca di un nuovo equilibrio che non si potrà mai dare per scontato. Tutto cambierà ancora una volta…

NOTE DI REGIA:
La nota principale che sembra risuonare nel film è certamente drammatica, struggente, da togliere il fiato nei polmoni e strozzarti - ha raccontato il regista Domenico Fortunato. Eppure in quello che apparentemente potrebbe essere l’inferno, c’è invece la vita. Quella “bella”. Semplice, potente e piena d’amore. In Bentornato Papà la malattia non è raccontata solo come momento doloroso, qui è soprattutto l’occasione per una famiglia di ritrovarsi, concedendosi tutto quel tempo necessario per parlare, capirsi, spiegarsi. La malattia diviene dunque anche il motore del cambiamento dei protagonisti. Si ritroveranno cresciuti, cambiati, in grado di affrontare con successo delle sfide ed essere, nonostante tutto quello che accade, diventati migliori.