Me, you

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Me, you

Me, you

titolo originale:

Me, you

regia di:

sceneggiatura:

Greg Latter, dal romanzo "Tu, Mio" di Erri De Luca

scenografia:

produttore:

Tarak Ben Ammar, Jad Ben Ammar, Gianluca Leurini, Mark Hammond, Sean O’Kelly, Marc Bikindou

paese:

Italia/Francia

anno:

2026

durata:

104'

formato:

colore

status:

Pronto (25/09/2026)

premi e festival:

mbientato nel 1950 su una piccola isola Italiana del Mar Mediterraneo, Me, You racconta la storia di Marco, un quattordicenne londinese, in vacanza con la famiglia, e del suo incontro con Caia, una giovane donna ebrea rimasta orfana durante la Seconda guerra mondiale. Nel corso dell’estate, il loro legame si trasforma in un percorso di scoperta e crescita, toccando temi profondi come il trauma della guerra, la memoria e il passaggio dall’infanzia all’adolescenza. Me, You è un ritratto lirico dell’innocenza, del primo amore e delle cicatrici indelebili lasciate dalla guerra.

NOTE DI REGIA:
Me, You è probabilmente la più bella storia mai raccontata sulla giovinezza e sui primi amori.
Basato sul romanzo di Erri De Luca, racconta la storia di Marco, un ragazzo londinese di 15 anni che trascorre le vacanze in Italia con i genitori su una piccola isola del mediterraneo nell’estate del 1950: suo padre è inglese mentre la madre è italiana e tutta la famiglia è ospite nella casa dei nonni materni sull’isola per l’estate.
Marco è un ragazzo curioso che ama esplorare l’isola e conoscere la gente del posto. Grazie al cugino italiano più grande, Daniele, conosce Caia, una bellissima ragazza romena di vent’anni. L’incontro con Caia fa scoprire a Marco una sensazione nuova e misteriosa: l’amore, per la prima volta.
Marco si rende conto presto che, a causa della differenza d’età, la loro relazione non potrà mai trasformarsi in una vera storia d’amore; eppure i suoi sentimenti sono in tumulto e le sue emozioni nel caos. Man mano che la storia va avanti, viene fuori che entrambi condividono un senso di abbandono che li lega profondamente sul piano emotivo: si tratta di traumi rimasti a lungo privati e legati al periodo della guerra.
Me, You parla soprattutto di innocenza e di vulnerabilità. La purezza del primo amore, la purezza della natura dell’isola, la purezza di un nuovo inizio dopo una guerra devastante, il desiderio di un mondo nuovo e migliore.
Poiché la purezza e l’innocenza sono elementi centrali della storia, dal punto di vista visivo l’attenzione è rivolta all’autenticità dei rapporti tra i personaggi. Abbiamo scelto di girare sempre nei momenti della giornata in cui la luce appare più fragile e innocente, utilizzando nuove telecamere ad alta sensibilità alla luce, quasi senza illuminazione artificiale, per mantenere l’atmosfera il più autentica e pura possibile.
Anche se Marco è giovane e ingenuo, la sua curiosità e il forte desiderio di questa nuova scoperta dell’amore e della vita conferiscono al film una forte spinta narrativa e una grande energia. Fin dall’inizio ci identifichiamo con lui, siamo coinvolti emotivamente, speriamo che nonostante tutti gli ostacoli — compresa la sua giovane età — questa storia possa avere il suo lieto fine.
Poiché l’intera storia è portata avanti dai personaggi, l’autenticità dei protagonisti e il processo di casting sono stati fondamentali, e per questo motivo sono stati anche lunghi e intensi: più si scava a fondo, migliori sono i risultati. Grazie a questo accurato lavoro di selezione abbiamo trovato due attori assolutamente straordinari per interpretare Marco e Caia. Anche per i ruoli dei genitori di Marco abbiamo scelto gli interpreti migliori possibili, così come alcuni degli attori più straordinari che ci sono, italiani e internazionali, per interpretare il resto del cast.
Me, You è una storia unica e di straordinaria bellezza sull’umanità, la purezza e l’innocenza, oltre a essere un omaggio alla cultura italiana.
Sebbene Me, You sia una storia ambientata nel dopoguerra, la guerra è costantemente presente. Il film racconta come le ferite della guerra segnino e influenzino per sempre la vita delle persone, ma mostra anche che, nonostante tutto, esiste ancora la speranza. E, alla luce della situazione attuale nel mondo, raccontare questa storia appare oggi più importante che mai.