Ero Malerba

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Ero Malerba

Ero Malerba

Ero Malerba

titolo originale:

Ero Malerba

regia di:

cast:

Giuseppe Grassonelli, Carmelo Sardo, Vittorio Teresi, Gaetano Savatteri

sceneggiatura:

Toni Trupia, Carmelo Sardo, dall'omonimo romanzo di Carmelo Sardo e Giuseppe Grassonelli

montaggio:

musica:

Aldo Giordano

produzione:

Interlinea, con il sostegno della Regione Sicilia

paese:

Italia

anno:

2016

durata:

75'

formato:

colore

status:

Pronto (01/09/2016)

premi e festival:

Il docufilm ripercorre la storia di Giuseppe Grassonelli, condannato all'ergastolo per diversi omicidi, collegati alla guerra tra Stidda e Mafia degli anni 80 e raccoglie testimonianze di magistrati, politici e persone coinvolte a vario titolo nella guerra di mafia scoppiata nell'agrigentino, materiale di repertorio dell’epoca e documenti personali della famiglia Grassonelli arricchiscono e rendono unici i contenuti.
Girato in Sicilia e ad Amburgo, tranne la parte della lunga intervista allo stesso Grassonelli, raccolta nel carcere di massima sicurezza di Sulmona, resa possibile grazie ad autorizzazioni speciali concesse dal Dap, il Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria.

NOTE DI REGIA:
Quella che vorremmo raccontare in questo documentario è la storia straordinaria di Giuseppe Grassonelli e di un libro, altrettanto straordinario, che è frutto di un incontro tra Giuseppe e il giornalista Carmelo Sardo.
Giuseppe, detto Pippo, sbarca in Germania quando ha solo sedici anni. Suo padre, da Porto Empedocle, in Sicilia, lo ha mandato lì in seguito a una rapina alla quale ha partecipato, nella speranza di non farlo diventare un delinquente. Ad Amburgo frequenta locali alla moda, night e discoteche dove si pratica anche il gioco d’azzardo. Qui scopre uno straordinario talento con le carte. A poker è imbattibile. Imbattibile perché è un baro sopraffino. Le sue mani cantano con le carte in mano. Le mescolano e le girano come vogliono. Barando si arricchisce.
Dopo quattro anni, risolti i suoi problemi con la giustizia italiana, torna in Sicilia per trascorrere l’estate con la sua famiglia. E qui, il 21 settembre 1986, durante una festa di paese, un commando mafioso stermina parte della sua famiglia. Giuseppe si salva per puro caso. È una vittima designata, ma non sa perché. Torna a rifugiarsi in Germania e qui, una volta compresi i motivi che hanno portato alla strage dei suoi familiari – uno zio si è rifiutato di sottostare alle regole del capomafia locale – decide di dichiarare guerra a Cosa Nostra e di dedicare la sua vita alla vendetta. Nel giro di quattro anni riesce a far fuori tutti i responsabili del massacro a cui lui stesso è scampato...
Arrestato nel novembre del 1992, da quel giorno non è mai uscito dal carcere e mai potrà uscire; condannato all’ergastolo ostativo (art.4 bis dell’Ordinamento Penitenziario) non gli è consentito beneficiare di alcun permesso dato che non ha mai collaborato con la giustizia. In carcere è entrato semi-analfabeta, ma dopo un rigoroso e profondissimo percorso di redenzione è arrivato a laurearsi in lettere e filosofia all’università Federico II di Napoli con 110 e lode.