VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI (opera prima)

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VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI

VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI

titolo originale:

VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI

titolo internazionale:

AUNG SAN SUU KYI'S LIFE UNDER ARREST

cast:

Ermanna Montanari, Elio De Capitani, Roberto Magnani, Sonia Bergamasco, Vincenzo Nemolato, Luca Fagioli, Christian Giroso, Sara Briccolani, Alessandra Brusi, Catalina Burioli, Olimpia Isola, Ippolita Ginevra Santandrea, Benedetta Velotti, Alice Protto, Massimiliano Rassu.

sceneggiatura:

Marco Martinelli, dal suo omonimo spettacolo teatrale

fotografia:

scenografia:

Edoardo Sanchi

produzione:

Teatro delle Albe – Ravenna Teatro, Kamera Film, StartCinema, con il sostegno della Regione Emilia Romagna, Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Unipol Gruppo Finanziario, CMC – Cooperativa Muratori e Cementisti, Emilia-Romagna Film Commission

paese:

Italia

anno:

2017

durata:

96'

formato:

colore

uscito il:

31/01/2018

premi e festival:

Sei bambine ci narrano un pezzo di storia contemporanea, nel racconto-evocazione della “vita agli arresti” di Aung San Suu Kyi leader del movimento per la democrazia in Birmania e Premio Nobel per la pace 1991. Un racconto-evocazione che prende vita all’interno di un magazzino per poi condurci in una spirale di luoghi dal sapore surreale e immaginifico che vede alternarsi alla presenza delle bambine, quella fondamentale di Aung San Suu Kyi, dei generali Birmani, dei Natfantasmi evocati e di molti altri protagonisti della storia.

NOTE DI REGIA:
Debuttare al cinema a 60 anni è emozionante, soprattutto dopo oltre 30 anni di teatro, in cui il progetto di un film è stato tante volte accarezzato e sfiorato, attraverso soggetti rimasti nel cassetto, collaborazioni a sceneggiature, trattamenti pubblicati. Quando si debutta a 60 anni, si ha negli occhi la storia del cinema, quella di cui ti sei nutrito fin da quando eri ventenne, da Dziga Vertov a Kaurismaki, passando per Fellini e Pasolini: un cinema d’arte e poesia che per decenni ha nutrito il mio teatro d’arte. Le mie drammaturgie hanno sempre guardato al cinema raccontando di mitologie del presente. Tale visione non poteva non incontrare Aung San Suu Kyi, e la sua “rivoluzione spirituale”.
Così è nata l’idea dello spettacolo VITA AGLI ARRESTI DI AUNG SAN SUU KYI, che ha debuttato nel dicembre 2014. Dopo il debutto dello spettacolo teatrale, forse è proprio quella drammaturgia visiva che a un certo punto si è imposta, ha richiesto il cinema. Che una visione desse vita a un’altra. Ho scritto e riscritto per trasformare la drammaturgia teatrale in sceneggiatura cinematografica. In un immaginario ispirato ad autori come Derek Jarman o Sergej Iosifovič Paradžanov per la loro visionarietà e ritualità. Vita agli arresti di Aung San Suu Kyi si staglia nel panorama cinematografico per la sua originalità e ne fa un film che riesce a coniugare con grande equilibrio, narrazione e visionarietà.