Camminando sull'acqua

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Camminando sull'acqua

Camminando sull'acqua

titolo originale:

CAMMINANDO SULL'ACQUA

titolo internazionale:

WALKING ON WATER

fotografia:

produzione:

paese:

Italia

anno:

2016

durata:

50'

formato:

colore

status:

Pronto (30/06/2016)

premi e festival:

4 novembre 1966. Firenze si sveglia ricoperta dall’acqua e dal fango. Durante la notte il fiume ha rotto gli argini inondando la città e i dintorni. La storia, l’arte e le attività di Firenze rischiano di non sopravvivere. Durante queste drammatiche ore un uomo con la macchina da presa, Beppe Fantacci, insieme al figlio Paolo di undici anni, sta filmando la distruzione della sua amata Firenze, preoccupato per una delle categorie più colpite: gli artigiani della città. Mentre il suo caro amico Piero Bargellini, sindaco di Firenze, sta chiedendo aiuto a tutto il mondo, Beppe Fantacci, un uomo d’affari cresciuto negli Stati Uniti, si incontra con altri due amici, lo stilista Emilio Pucci e il buyer Enzo Tayar, per escogitare un piano a favore del’artigianato fiorentino: il Fondo ALFA (American Loans to Florence Artisans). Pochi giorni dopo l’alluvione, voleranno insieme a New York per mostrare lo scioccante film girato da Beppe ai manager dei più grandi department stores americani e raccogliere soldi per aiutare gli artigiani di Firenze a risollevarsi dal fango e ricominciare la produzione il più presto possibile. Il film Camminando sull’acqua racconta una storia dimenticata di profonda disperazione, coraggiosa ripresa e creatività tutta italiana. La narrazione di Paolo Fantacci, che racconta di quei drammatici giorni alla figlia ventenne, tornando sui luoghi visitati e filmati con il padre Beppe, è accompagnata dalle scioccanti immagini della città alluvionata e dei giorni successivi, girate oltre che da Beppe Fantacci, da un altro dotato cineamatore fiorentino, Gustavo Fusi, tutte inedite e interamente a colori. Il racconto è scandito da testimonianze esclusive delle famiglie Bargellini, Ferragamo, Pucci e Tayar, e da emozionanti ricordi di artigiani che continuano ancora oggi la loro produzione, grazie a uomini come Beppe Fantacci, Emilio Pucci e Enzo Tayar.