A Tor Bella Monaca non piove mai (opera prima)

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A Tor Bella Monaca non piove mai

A Tor Bella Monaca non piove mai

A Tor Bella Monaca non piove mai

titolo originale:

A TOR BELLA MONACA NON PIOVE MAI

titolo internazionale:

IT'S A MAD WORLD

regia di:

sceneggiatura:

Marco Bocci, dal suo romanzo omonimo

montaggio:

scenografia:

costumi:

produttore:

distribuzione:

paese:

Italia/Spagna

anno:

2019

durata:

89'

formato:

colore

status:

Pronto (03/05/2019)

Cattivi si nasce o si diventa? Mauro (Libero De Rienzo), un ragazzo poco più che trentacinquenne, sta per scoprirlo a sue spese. La sua l’ex fidanzata Samantha (Antonia Liskova), bella e sensuale come poche, l’ha lasciato per un dottore, ma lui non si dà pace. Vuole trovare il modo di riconquistarla, ma anche di iniziare a “vivere”. Distrutto da lavoretti precari senza prospettive e dalla totale assenza di un proprio ruolo nella società, vuole ora andare incontro al futuro a testa alta. Ma tra i casermoni di Tor Bella Monaca, quartiere difficile delle periferia romana – dove Mauro è nato e cresciuto – la vita è una corsa a ostacoli e perfino un lavoro vero è un miraggio. Così, quando due suoi amici si mettono in testa di rapinare niente meno che la mafia cinese, la tentazione di lasciarsi coinvolgere è troppo forte. Improvvisarsi cattivi però non è cosa da poco: lo sa bene Romolo (Andrea Sartoretti), fratello di Mauro, ex delinquente pentito che da anni lotta per conquistare una seconda opportunità. E mentre la famiglia di Mauro e Romolo, alle prese con un inquilino moroso e le mille ingiustizie dell’Italia di oggi, fa di tutto per restare unita e non soccombere, un destino crudele si prepara a giocare l’ennesimo tiro a Mauro e compagni. A Tor Bella Monaca non piove mai è un atto d’amore nei confronti di un mondo, quello della periferia più aspra e degradata, pieno di storie, di rabbia e di vita.

NOTE DI REGIA:
Ho scritto questa storia partendo dalla mia vita, quella di provincia e poi quella di periferia. Le mie esperienze più intime, le mie anime diverse e contrastanti che si dividono in due fratelli, Mauro e Romolo.
Nasce dal desiderio di raccontare le persone come esseri umani piene di tentazioni difficoltà e percorsi quasi obbligati. Nasce dall’ importanza di riconoscere la propria natura e la capacità di accettarla per quello che è, perché se nasci buono, buono resti, ma se sbagli resti per tutti quello che ha sbagliato.
La metafora eccellente per raccontare il pregiudizio poteva essere Tor Bella Monaca, periferia dove ho vissuto che conosco e alla quale tengo.
Una periferia ormai timbrata nell’immaginario collettivo fatta invece, per chi la conosce, di tante e tante persone sane che lottano ogni giorno per restare unite e restare oneste.
Una periferia fatta di angoli cattivi, ma anche di strade buone e luminose dove si respira vita e vitalità.
Una famiglia che va in crisi perché Giulia, la nonna novantenne muore e di conseguenza con lei muore quella pensione che aiutava a sopravvivere.
Guglielmo, un artigiano che ha lavorato tutta la vita non ha nessuno che riesca a difenderlo contro chi di lui si approfitta non pagandogli l’affitto di un locale locato.
Mauro, un ex studente che ha quasi sfiorato la laurea, che, disoccupato e senza futuro, perde la fidanzata, ma soprattutto perde la via, non riuscendo più a distinguere il suo percorso.
Romolo, un ex criminale che poi ha conosciuto l’amore, è diventato padre e ha deciso di cambiare vita, di lavorare, di essere onesto, vincendo ogni giorno le mille tentazioni che la periferia ti propone, ma ormai ha sbagliato e per tutti criminale resta.
Samantha, una donna con una maschera di sopravvivenza forte decisa e cinica che si spezza dietro i rimpianti e le insoddisfazioni di una vita.
Queste sono le basi dalle quali sono partito, raccontare una periferia vera dentro la quale si incrociano tante vite, tanti personaggi, ognuno col suo percorso, ognuno diverso dall’altro, ma ognuno indispensabile per il prossimo.
Una gabbia dentro la quale vivono e convivono, sfiorandosi senza accorgersene inquinandosi e contaminandosi proprio in quest’era di condivisione estrema. Condivisione forzata di musiche invadenti e
disturbanti, l’invadenza dei social nelle nostre vite, nelle nostre intimità e nel bisogno di andare bene, di non essere diversi, di non essere sbagliati. Tanti personaggi, tanti perdenti, tanti sconfitti che però sanno vivere senza abbandonare la speranza, allegri e positivi, come le immagini che li racconteranno, una rinascita, un’apertura forte, una luce forte e presente a marcare che c’è sempre una sana via di fuga, che deve esserci.
Il bisogno e l’esigenza di raccontare difficoltà e disagi in maniera totalmente alternativa, spesso viste in chiave intimista e introspettiva, qui invece, in modo allegro, euforico e al limite del grottesco con una storia che va dritta al sodo ma si lascia raccontare con un linguaggio che passa dal video clip alla spettacolarizzazione degli eventi fino al realismo dei silenzi e delle frasi non dette.
Una storia che non strizza l’occhio alla battuta o alla commedia, ma composta da personaggi che sanno ridere e sanno far ridere.
Un film che cerca di arrivare a tutti, mantenendo uno stile e una visione autoriale, un pop d’autore che vuole denunciare raccontare ed affrontare problematiche senza però far perdere l’intento primario del cinema, emozionare ed intrattenere.