Evviva Giuseppe

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Evviva Giuseppe

titolo originale:

EVVIVA GIUSEPPE

cast:

Giuseppe Bertolucci, Attilio Bertolucci, Bernardo Bertolucci, Fabrizio Gifuni, Lidia Ravera, Mimmo Rafele, Marco Tullio Giordana, Laura Morante, Gianluca Farinelli, Aldo Nove, Nanni Moretti, Stefania Sandrelli, Sonia Bergamasco, Emanuele Trevi, Roberto Benigni

fotografia:

produttore:

paese:

Svizzera/Italia

anno:

2017

durata:

90'

formato:

colore

uscito il:

02/11/2017

premi e festival:

Evviva Giuseppe è un film sulla vita e i tanti talenti preziosi di Giuseppe Bertolucci: regista di cinema, teatro e televisione; scrittore, poeta, talent scout, organizzatore culturale…
Raccontato attraverso la voce del padre Attilio (che evoca il “doloroso privilegio” del suo essere fratello minore); quella del fratello maggiore Bernardo (che racconta con struggente dolcezza la sua nascita, e poi i giochi di quand’erano adolescenti… fino al desiderio di contagiarlo con la malattia del cinema); le testimonianze di amici e colleghi come Lidia Ravera, Mimmo Rafele, Marco Tullio Giordana o Nanni Moretti (che lo definisce “l’uomo delle prime volte”, che sembra il titolo di un film di Aki Kaurismaki, regista che Giuseppe amava molto); i ricordi di alcune tra le sue attrici predilette: Stefania Sandrelli, Laura Morante e Sonia Bergamasco. Con il contributo di Gian Luca Farinelli (direttore della Cineteca di Bologna, di cui Giuseppe è stato Presidente per oltre dieci anni); la partecipazione di Fabrizio Gifuni (che interpreta testi di Giuseppe), di Emanuele Trevi (che legge un suo racconto sugli ultimi giorni di Giuseppe), di Aldo Nove (in certi suoi testi sembra di sentire il riverbero di alcune riflessioni di Giuseppe); e con un inedito monologo scritto e interpretato da Roberto Benigni in omaggio all’amico di sempre.
Last but not least, ci sono poi il corpo e la voce di Giuseppe che ritroviamo in tante interviste, backstage, dibattiti… e soprattutto nella sua ultima e commovente performance teatrale, “A mio padre – Una vita in versi”, in cui racconta in prima persona l’ansia e la gioia del rapporto con un padre poeta che di lui aveva fatto materia di canto.