Alfradelindian (opera prima)

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Alfradelindian

Alfradelindian

titolo originale:

ALFRADELINDIAN

cast:

Mattia Fabris, Sergio Messina, Angela Baraldi, Alessandra Comerio, Moni Ovadia, Giorgio Bonecchi Borgazzi, Luigi Pescio, Antonio Maggiora, Giancarlo Castagno, Vittoria Maggiora, Lucia Baldetti, Roberta Bosetti

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

Rogelio Farfuquino, Indy Farfuquino

musica:

Alessandro Borgini, Christian Rigano

paese:

Italia

anno:

2018

durata:

125'

formato:

colore & b/n

status:

Pronto (01/05/2018)

premi e festival:

La narrazione si sviluppa con l’alternarsi di due cornici temporali (1994 e 2018), sorprendentemente e involontariamente messe in scena senza alcuna ricostruzione a causa degli sfortunati episodi che hanno danneggiato una produzione ultimata 25 anni dopo l’inizio delle riprese.
È il 1994 e Sergio Morlaghi, un pittore milanese che nasconde qualcosa nel proprio passato, torna nelle campagne che aveva lasciato un quarto di secolo prima con un biglietto di sola andata.
La sua storia si intreccia con quelle di Bruna, una sua vecchia fiamma, di Luca e Lisca, due giovani amici che cercano di cambiare le vite a cui sono destinati, di George, un regista che ha trovato una nuova dimensione lungo le ghiaiose rive del fiume Sesia e di Marta e Flo, due giostrai.
Ma i veri protagonisti sono sullo sfondo, a partire dalla pianura risicola irrigata dal Sesia, a cui l’adozione degli erbicidi, alla fine degli Anni ’60, ha inflitto uno shock ambientale e socioculturale che l’ha trasformata per sempre.
Poi, ciò che rimaneva negli Anni '90 dei suoi abitanti, i sopravvissuti di una civiltà rurale rimasta pressoché intatta nei secoli, crollata improvvisamente e svanita dopo una breve agonia.
Ed anche una scatoletta di legno, che affida ad un apparente ritardato mentale il compito di trasmettere alle generazioni a venire gli ultimi ricordi del passato. La trama offre, in questa direzione, qualche riflessione sul ruolo che il teatro e gli audiovisivi hanno nella conservazione del ricordo di un'epoca perduta, fotografandone, in questo caso, gli ultimi veri componenti e facendoli recitare nelle proprie vesti.