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domenica 21 luglio 2019

CAPITANI D'APRILE

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CAPITANI D'APRILE (CAPITAES DE ABRIL)

CAPITANI D'APRILE (CAPITAES DE ABRIL)

CAPITANI D'APRILE (CAPITAES DE ABRIL)

titolo originale:

CAPITAES DE ABRIL

montaggio:

produzione:

Alia Film, JBA Production, con il contributo del MiBAC, Mutante Filmes (Lisboa)

paese:

Francia/Italia/Portogallo/Spagna

anno:

2000

durata:

123'

formato:

colore

uscito in sala:

11/01/2002

premi e festival:

In Portogallo, nella notte tra il 24 e il 25 aprile 1974, la radio manda in onda una canzone proibita: “Grândola". Potrebbe essere l'insubordinazione di un giornalista ribelle. In realtà si tratta del segnale concordato per dare il via ad un colpo di stato militare che cambierà la fisionomia di quel paese e il destino d’immensi Territori in Africa. Gli ufficiali dei MFA (Movimento delle Forze Armate) sono tutti Capitani; fra loro c'è un solo maggiore e hanno soltanto trent'anni. Apolitici, ma coscienti della forte resistenza civile, decidono che ne hanno abbastanza delle atrocità di una guerra coloniale che si prolunga in un crescendo di violenza che ricorda il Vietnam. Provocano così il crollo di una delle più radicate dittature europee. Il fascismo durava in Portogallo da quarant'anni.
Questi giovani militari i Capitani di Aprile - non intendono prendere il potere. Vogliono aprire la via all'organizzazione di un sistema di partiti e di elezioni libere, in modo da instaurare la democrazia.
Una rivoluzione idealista come quella dei Capitani di Aprile ha dovuto affrontare ostacoli di ogni tipo: strategici, pratici, psicologici.
Nella loro ingenuità politica ed inesperienza, i Capitani hanno dovuto risolvere anche problemi del tipo: devono i carri armati della Rivoluzione fermarsi di fronte ad un semaforo rosso? Si sono anche trovati di fronte a laceranti contraddizioni: come combattere le forze del regime e rimanere fedeli al rifiuto di spargere sangue, di evitare violenza e distruzione?
Questi “guerrieri” non volevano più uccidere.
Capitani di Aprile è la storia di ventiquattro ore di rivoluzione vissute da tre personaggi, principali: due Capitani ed una giovane donna, moglie dell'uno ed ex-amante dell'altro, professoressa di lettere all’Università e giornalista. La giovane donna, Antonia, rappresenta la resistenza clandestina alla dittatura e l'esperienza civile di questa giornata rivoluzionaria.
Il film comincia con la presa della caserma e di una delle principali radio da parte dei Capitani e finisce con la liberazione dei prigionieri politici. Nel frattempo, il governo è caduto. I rivoluzionari non hanno mai sparato.
Alla fine di queste ventiquattro ore, i due giovani Capitani sanno che il “soffio della Storia” li ha attraversati, ma per loro qualcosa finisce lì.
Hanno compiuto “l’Azione” della vita, un'azione dai cui sviluppi si sono ritrovati immediatamente esclusi. Hanno aperto la strada ad una situazione di cui non possono essere protagonisti. Per Antonia, invece, tutto comincia quel giorno, una vita diversa, con nuove responsabilità e nuove aspirazioni, tanto come donna che come figura pubblica: sposerà un ex terrorista e diventerà dirigente di uno dei nuovi partiti politici.