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lunedì 17 giugno 2019

UN DELITTO IMPOSSIBILE

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UN DELITTO IMPOSSIBILE

UN DELITTO IMPOSSIBILE

UN DELITTO IMPOSSIBILE

titolo originale:

UN DELITTO IMPOSSIBILE

fotografia:

montaggio:

scenografia:

presentato da:

Gianfranco Piccioli

produzione:

vendite estere:

paese:

Italia

anno:

2000

durata:

100'

formato:

colore

uscito in sala:

16/05/2001

premi e festival:

Il cinquantenne procuratore Valerio Grau muore avvelenato nel bar del Tribunale di Sassari subito dopo aver preso un caffè in compagnia di Lauretta, anche lei magistrato e da dieci anni sua amante. Il procuratore capo Pani affida le indagini a Piero, giudice del Tribunale di Palermo, senza particolari ambizioni e dalla carriera non troppo specchiata.
Per Piero è un’occasione d’oro per risalire la corrente. Così si trasferisce a Sassari e assume l’incarico. Valerio Grau viene sepolto accanto alla sua amata sorella Biba, morta suicida appena un anno prima.
Secondo l’autopsia e le prime analisi di laboratorio, il cianuro che ha ucciso Valerio era contenuto nelle capsule di una scatola di medicinale, un dimagrante di cui il magistrato faceva abitualmente uso ogni primavera. Una perquisizione, inoltre, fa scoprire che Valerio collezionava reperti nuragici illegali.
Intanto Piero scopre che il vero obiettivo del procuratore capo Pani non è tanto quello di trovare l’assassino, quanto quello di arrecare danno a Giomaria Martinez, presidente di corte d’appello, marito tradito di Lauretta. Piero decide di tirare dritto per la sua strada. Dalla sua parte ci sono soltanto: il maresciallo Piras, fedele servitore dello Stato, e Ilio Melis, giovane magistrato che gli è stato affidato per il tirocinio.
Piero scopre che qualche anno prima il magistrato chiese il non luogo a procedere per un imputato di Olbia, che invece aveva una situazione procedurale molto compromessa. Il fatto che sull’uomo in questione, un certo Pons, pendesse un’accusa di traffico di reperti nuragici insospettisce Piero.
Una notte Piero si introduce a casa di Valerio e scopre in un cassetto delle lettere di Lauretta. Decide di non farne parola con nessuno e le nasconde nel suo ufficio. La mattina dopo scopre che Pani le ha trovate e che ha convocato Lauretta per un interrogatorio. Alla deposizione della donna assiste anche Piero. Pani la mette alle strette, ricordandole episodi della sua relazione con Valerio e accusandola di averlo ucciso.
Adesso Piero è ad un punto morto: capisce che l’ostilità di Pani lo esautorerà dall’inchiesta. Si congeda da Lauretta e da Martinez e, come ultimo atto, decide di tornare a casa di Valerio. Aggirandosi per casa fa cadere una delle statuette nuragiche di Valerio e, rompendola, si rende conto che è falsa. Piero torna allora a interrogare Pons che gli spiega come il giudice avesse avuto recentemente gravi problemi economici, a causa dei quali dovette vendere i suoi reperti e sostituirli con delle copie. Pons inoltre, insinua un pesante sospetto di ambigua relazione fra Valerio e sua sorella Biba.
Pietro si convince che la soluzione del mistero sia da cercarsi a Bosa, nella casa di famiglia di Valerio. Ed è proprio qui che il caso avrà la sua logica spiegazione.
Dal romanzo di Salvatore Mannuzzo.