PARIS, DABAR (opera prima)

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PARIS, DABAR

PARIS, DABAR

titolo originale:

PARIS, DABAR

sceneggiatura:

fotografia:

scenografia:

produttore:

produzione:

paese:

Italia

anno:

2001

durata:

90'

formato:

colore

uscito in sala:

14/11/2003

premi e festival:

Un quartiere popolare, a Bologna, il Pratello, un gruppo di amici, una gara; una gara alcolica. Si tratta di una vera e propria maratona che nell’arco di quattro ore vedrà correre lungo la strada principale che taglia il quartiere, quaranta concorrenti nei quattro bar che aderiscono all’iniziativa. E’ un’idea nata tra oziose chiacchiere da bar, che lentamente prende corpo grazie soprattutto a Osvaldo, il gestore di uno dei quattro locali. Osvaldo vuole spingere agli eccessi quello che quotidianamente accade a lui e alla maggior parte degli avventori del suo bar: dabar, parafrasando dakar.
Un gioco, quindi, che lentamente prende corpo. Una riunione indetta da Osvaldo, vede lui, e altri tre gestori stabilire regolamento e premio. Un premio obbligatorio e segreto. Si tratta di Luna, un trans che si prostituisce, e vive nel quartiere a cui Osvaldo, qualche giorno prima ha offerto l’equivalente di una notte sulla strada per darsi al vincitore.
I giorni trascorrono e nell’attesa che la gara abbia inizio, ognuno dei concorrenti riflette e si organizza per il grande momento.
Luna, felice di uscire dall’anonimato e mostrarsi a un pubblico la notte della premiazione, scrupolosamente e per proprio conto interroga alcuni dei partecipanti per scoprire il loro desiderio per l’eventuale vittoria; nessuno pensa a lei.
Trippo, un punk nichilista e distruttivo, reclutato nella squadra di Osvaldo, cerca di convincere un amico, grande bevitore di nome Zani a partecipare con lui.
Gabriella, novizia proprietaria di uno dei quattro bar, preoccupata per le proprie economie, dopo vari tentennamenti si lascia convincere da Osvaldo e aderisce all’iniziativa.
Nell’anonimia del trascorrere dei giorni, delle parole, dell’intrecciarsi di personaggi e pensieri, finalmente la gara ha inizio. Il piccolo mondo privato dei vari personaggi, immediatamente si fa pubblico sotto gli occhi di una folla che li segue e li incita e anche grazie allo speaker di una radio locale, Michele, che per l’occasione decide di realizzare dalla sua postazione di R K centrale una diretta non-stop.
Col trascorrere delle ore, dell’alcol che sale nei corpi, i personaggi dilatano i propri contorni e in una sorta di epifania emerge un altro privato, intimo, prolungamento del primo, rivelando anonimi uomini dalle sfumature eroiche.
E’ un gioco e anche per Luna, finalmente regina per una notte, forse l’ultima per i suoi quarant’anni, è giunto il momento di rientrare nell’anonimato.
La radio non ha più parole da spendere, un semplice saluto, un voltar pagina, un altro giorno ancora è giunto a notte, quel mondo rivelatosi per un istante chiude i battenti. La vita continua a scorrere, al programma notturno, un’altra voce, un nuovo palinsesto.