GARUA (opera seconda)

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GARUA

GARUA

titolo originale:

GARUA

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

scenografia:

musica:

Nacho Cabello

produzione:

Esperia Film, El Grito Producciones (Buenos Aires)

paese:

Argentina/Italia

anno:

2005

durata:

91'

formato:

35mm - colore

premi e festival:

Garúa è il titolo di un tango molto famoso in Argentina, che in spagnolo significa pioggerellina fine e persistente, così leggera e vaporosa che il cielo sembra non riuscire a liberarsene.
Franco è un giovane membro di una banda di malviventi della periferia di Buenos Aires che una notte di pioggia torna a casa macchiato del sangue di un altro uomo. Lo ha ucciso e lo ha derubato, ma il senso di colpa e la totale mancanza di attenuanti fanno subito terra bruciata intorno a lui. Franco ha bisogno di sapere chi era quell’uomo su cui ha affondato quattro volte il proprio coltello. Una cosa, Franco la sa. La sua vittima era legata al più classico dei balli argentini: il tango. Dopo alcune ricerche a vuoto, il giovane finisce per caso su un taxi guidato da un suonatore di bandoneon, la tipica fisarmonica argentina. Quell’uomo anziano gli rivela di aver accompagnato per anni col suo strumento un cantante detto El Flaco, cantante non professionista ma di indubbio talento. Inspiegabilmente ucciso a coltellate. Per Franco è l’inizio della trasformazione radicale. Rompe violentemente con la propria banda mentre sta mettendo a punto un nuovo colpo e allaccia un rapporto con l’anziano suonatore di fisarmonica. Presto la sua voce sarà pronta per sostituire quella di El Flaco in un’esibizione dal vivo. Ma per Franco questo non è ancora sufficiente a lavare il sangue che ha versato. Non bastano la voce e lo spirito, vuole incarnare la sua vittima fino in fondo, prendendo il suo posto anche negli affetti più intimi. Ormai la trasformazione è avvenuta e a Franco non resta che affrontare l’ultima dura prova, andarsene una volta per tutte, inghiottito da una morte violenta e ingiustificata, la stessa che aveva condannato El Flaco.