Producers on the Move
mercoledì 26 giugno 2019

L'imbroglio nel lenzuolo

titolo originale:

L'IMBROGLIO NEL LENZUOLO

regia di:

fotografia:

produzione:

Seven Dreams, Rai Cinema, con il contributo del MiBAC, Aquellare (Barcellona)

vendite estere:

paese:

Italia/Spagna

anno:

2009

durata:

100'

formato:

35mm - colore

premi e festival:

Nel 1905 il cinematografo, la grande invenzione del momento, il mistero a cui nessuno sa dare ancora una spiegazione, conquista il sud Italia, gettando nello scompiglio la povera gente del circondario, ai quali pare una diavoleria e che chiamano “u’mbrogghiu nt’o linzolu”.
Ad assistere ad una di queste proiezioni è Federico, un giovane studente di medicina che non riesce a portare a termine gli studi perchè continua a svenire alla vista del sangue.
Guardando le immagini tremolanti che scorrono sul lenzuolo, Federico intuisce la vera magia del cinematografo, si rende conto che il cinema dà l’immortalità, sconfigge la morte, … cosa che la medicina non è in grado di fare.
Ad un tratto, un guasto alla macchina da proiezione, interrompe il film. Federico, come altri curiosi, si avvicina e toccando una leva, senza volerlo riesce a farla ripartire, riscuotendo un applauso dal pubblico.
Il proprietario del teatro, il signor Pecoraro, scambiandolo per un regista, gli propone di passare l’indomani nel suo ufficio per parlare di lavoro.
Federico contro il volere della madre abbandona l’Università ed inizia a cercare un’idea per il suo film. Un’idea che deve andare bene sia a Pecoraro, che vuole che nel film si veda una donna nuda, sia alla figlia Elena, una zitellona brutta con una muso lungo come una ciabatta, che vuole invece che il film sia una storia edificante.
Federico trova la soluzione: … “la storia biblica della Casta Susanna, che fu spiata dai tre laidi vecchioni mentre faceva il bagno” … da una parte un bel nudo di donna e dall’altra l’innocenza oltraggiata!
Non lontano da un piccolo lago vulcanico, sopra una collina sperduta, vive Marianna, una povera analfabeta, piena di energia e vitalità. Marianna si guadagna da vivere per lei e per la sorellina Celestina, togliendo il malocchio, curando i paesani con le erbe e lavando i panni alla signora Beatrice, una scrittrice e giornalista torinese, trasferitasi nella villa di fronte al piccolo lago per scrivere un romanzo a puntate sul quotidiano “L’Osservatore del Sud” Beatrice è bella, raffinata, ricca e senza marito, spregiudicata al punto da aver concepito le due figlie, con due uomini diversi con i quali non ha mai neanche pensato di sposarsi. Un pomeriggio, per placare il malcontento delle figlie che non accettano di vivere in quel posto sperduto e primitivo, Beatrice decide di portarle alla proiezione di un film.
Federico colpito dal suo fascino e dalla sua bellezza, le chiede di essere la protagonista del suo film, … “è lei che vuole rendere immortale”!
Beatrice, si lascia allettare dall’idea di restare per sempre giovane e finisce con l’accettare la proposta di Federico, manon capisce, è lontanissima dall’idea semplice e primitiva che Federico ha del personaggio. Prova coroncine di brillanti, indossa veli variopinti, assume pose languide.
L’entusiasmo di Federico si spegne poco alla volta, … la sua Susanna deve essere una bellezza pura senza artefici.
Una mattina, mentre Beatrice sta ancora dormendo, Federico si affaccia alla finestra, e non riesce a credere a quello che vede, … la sua Susanna, proprio come la voleva, … Marianna, credendosi inosservata, si sta spogliando sulla riva del lago, e sta per tuffarsi in acqua. Federico rimane pietrificato dallo stupore, … l’affascinante sconosciuta dai lunghi capelli arruffati è proprio la ragazza che lava i panni da Beatrice.
Cerca di avvicinare Marianna, ma lei è troppo ignorante per poter comprendere il cinematografo e i discorsi di Federico e lo scambia per un pazzo che vuole approfittare di lei. Federico decide così di filmarla di nascosto … e Marianna a sua insaputa, diventa la “Casta Susanna”! Mentre Federico, con il film, raggiunge il successo, la vita di Marianna viene sconvolta, e la poverina si ritroverà ad affrontare situazioni più grandi di lei…
Tratto dall'omonimo romanzo di Francesco Costa.