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domenica 21 luglio 2019

Breve storia di lunghi tradimenti (opera seconda)

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Breve storia di lunghi tradimenti

Breve storia di lunghi tradimenti

Breve storia di lunghi tradimenti

titolo originale:

BREVE STORIA DI LUNGHI TRADIMENTI

sceneggiatura:

Davide Marengo, Paolo Logli, Alessandro Pondi, dall'omonimo romanzo di Tullio Avoledo

montaggio:

scenografia:

costumi:

produzione:

Emme Cinema & TV, Rai Cinema, con il contributo del MiBAC, con il sostegno di Regione Lazio, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte

distribuzione:

vendite estere:

paese:

Italia

anno:

2012

durata:

104'

formato:

colore

uscito in sala:

28/01/2016

Giulio Rovedo ha 35 anni, un lavoro che non ama, in una piccola banca di provincia, una camera in affitto a casa di Prospero, una moglie, Valeria, che ancora ama e che non si rassegna a chiamare ex, due bambine che adora. Alle spalle ha 10 anni senza sorriso, lungo i quali ha perso, uno dopo l’altro, sogni e ideali della giovinezza e anche sua moglie, stanca del suo sguardo spento.
Valeria, che è stata con lui ambientalista militante, è ancora in prima linea, ed è giornalista per una testata che si occupa in modo deciso e aggressivo di ambiente. Lavora fianco a fianco con Max, un brillante sviluppatore di sofisticati software, il migliore amico di Giulio, ma forse anche il nuovo amore di Valeria.
Sono i giorni del G20 economico a Torino, mentre un pozzo petrolifero esplode nel Golfo e la marea nera si allarga inesorabilmente nelle acque dell’Atlantico, i potenti della terra sono riuniti per discutere del futuro del mondo sotto l’occhio attento dei comitati di affari internazionali che manipolano e dirigono i destini finanziari degli Stati.
Tra di loro c’è Joseph Milton, un grande vecchio della finanza internazionale, che ha sempre agito all’ombra di quel prestigio e di quella rispettabilità che solo il denaro può comprare, raccontando agli altri ed a se stesso che per governare il mondo, anticipare il futuro e garantire stabilità, è necessaria una guida illuminata che qualche volta forzi la mano, giocando sull’illusione democratica.
Ma stavolta l’ispirazione ambientalista, sollecitata dalle crude immagini degli effetti della marea nera che dilaga, sembra aver contagiato anche Milton che affronta il G20 a viso aperto per parlare di energia pulita e della sua ultima frontiera: il litio. Eppure gli interessi di Milton, come sempre, sono sotterranei e indecifrabili: in quelle stesse ore la Newlight, banca d’affari, regina delle sue controllate, ha dato la scalata e ha acquisito il Banco Lario, la piccola, insignificante banca di provincia dove Giulio lavora come legale.
Nella piccola banca irrompe Cecilia Shwartz, giovane manager della nuova proprietà, richiamata nottetempo da Londra. Cecilia è bellissima, algida e determinata a destituire il consiglio di amministrazione in carica.
L’arrivo di Cecilia dà il via al primo di una serie di eventi che daranno la scossa alla routine di Giulio: Carlo Cesare Brandi, amministratore delegato di Banco Lario, erede del suo illustre fondatore, Sebastiano Fabris, alla notizia del take over della sua banca, si getta da una finestra e muore precipitando sull’auto di Giulio.
Il secondo è un incarico a cui è impossibile sottrarsi: qualche ora più tardi, quello stesso giorno, Giulio, unico impiegato della banca che abbia tecnicamente potere di firma, è in volo con Cecilia Shwartz per un viaggio all’altro capo del mondo. Queimada, un piccolo stato dell’America Latina, è governato da un “Presidiente” corrotto e populista: Saramago Vargas. La Newlight, attraverso il Banco Lario, è pronta ad acquisire una concessione per lo sfruttamento dell’immenso lago salato di Queimada, dove si nasconde il 50% delle riserve mondiali di litio, ma qualcosa va storto: nuove elezioni sono imminenti e Saramago Vargas ha bisogno di una garanzia che Cecilia non è in grado di dargli, che dovrebbe tenerlo al riparo dalla pericolosa accusa di alienare agli stranieri le risorse del popolo di Queimada. L’accordo tra il governo di Queimada e il Banco Lario è congelato. La firma di Giulio non serve più. Giulio è perplesso, capisce che è di fronte ad affari poco chiari, ma fare domande è inutile, Cecilia lo ignora senza tanti complimenti.
Mentre Cecilia è impegnata a risolvere il misterioso stallo nella trattativa con Vargas, Giulio scopre Queimada. Nelle ore che trascorre con Mabel, la giovane guida che li accompagna, Giulio si specchia finalmente in occhi chiari e puliti, infiammati di ideali, proprio come erano quelli di Giulio tanti anni prima. Insieme a Mabel, Giulio assiste alla violenza indiscriminata del potere che si riversa sugli oppositori. Con lei, Giulio scopre l’orgoglio del popolo andino, legato alle sue radici e sfruttato nei secoli da tutti i poteri politici. Mabel, che coglie la sensibilità di Giulio, gli confida di essere un membro della resistenza. Ma Giulio, non se la sente di schierarsi con la ragazza. Non se la sente nemmeno di cedere alle esplicite avances di Cecilia che non è abituata a sentirsi dire di no, ma a prendere senza ringraziare tutto quello che vuole. Cecilia è seducente e aggressiva, e Giulio è fatalmente attratto da lei, eppure il turbamento per l’incontro con Mabel è troppo vivo perché Giulio si lasci andare.
Un alone di pericolo incombe e Giulio e Cecilia sembrano non essere mai del tutto soli a Queimada, ma il viaggio dura poche ore: è già ora di tornare. Giulio piomba nuovamente nel grigiore di tutti i giorni: l’istanza di separazione da Valeria, le bambine da rassicurare, il letto a casa di Prospero, il lavoro senza stimoli, eppure… nulla sarà più come prima perché a Queimada Giulio ha scoperto due cose che non potrà ignorare a lungo: Queimada è l’ultimo viaggio che Gianfilippo Brandi ha fatto prima di morire e Queimada ha un’anima sotterranea che giace sotto l’immenso lago di sale sacro al popolo andino: un’anima che si chiama litio “il nuovo petrolio”.
Giulio vuole credere che Queimada sarà soltanto un luogo esotico e inquietante da ricordare, ma in un mondo che si è fatto più piccolo grazie a internet, è Queimada che torna a bussare alla sua porta. Mabel raggiunge Giulio con una telefonata via Skype che si trasforma presto in una sequenza da incubo: Mabel fa appena in tempo a raccontare a Giulio che per stringere l’accordo che gli consegnerà il lago salato e il litio la Newlight deve consegnare a Vargas un misterioso documento, quando sopraggiunge un uomo che la uccide sotto gli occhi di Giulio. L’incredulità e l’orrore spezzano il fiato a Giulio quando si rende conto che l’assassino ha il volto di un ospite di Prospero che ha visto pochi istanti prima, proprio in casa sua.
In un improvviso sussulto di coraggio, Giulio si lancia all’inseguimento dell’uomo misterioso: dopo pochi metri la sua corsa si interrompe, ma è l’inizio di un percorso impervio e accidentato, in una gara a perdifiato in cui risolvere l’enigma del documento che lega la Newlight, al Banco Lario, al lago salato e al litio ha come posta in gioco non soltanto la vita di Giulio, ma quella della sua famiglia, dei suoi amici e dell’intero popolo di Queimada.
Mentre il ruolo di Milton si fa sempre più chiaro come mandante delle operazioni criminose che si susseguono in una escalation di violenza nel tentativo di mettere le mani sul documento, mentre compaiono sulla scena sicari e servizi segreti, mentre la relazione con Cecilia diventa sempre più intensa, Giulio ha una luce nuova nello sguardo, una nuova voglia di vivere. Ma soltanto grazie al suo passato e a quello che ha di più caro, sarà l’unico a riuscire a comporre un puzzle che sembrava troppo grande per lui e a trovare il suo nuovo se stesso.