Vinodentro

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Vinodentro

Vinodentro

Vinodentro

titolo originale:

VINODENTRO

titolo internazionale:

REWINED

sceneggiatura:

Heidrun Schleef, Ferdinando Vicentini Orgnani, liberamente ispirato al romanzo "Vino dentro" di Fabio Marcotto

fotografia:

scenografia:

produzione:

Alba Produzioni, con il contributo del MiBAC, Moodyproduction, in collaborazione con Trentino Marketing, con il sostegno di Trentino Film Commission

vendite estere:

paese:

Italia

anno:

2013

durata:

106'

formato:

colore

uscito in sala:

11/09/2014

Per Giovanni Cuttin tutto è cominciato con il primo sorso di vino della sua vita. Un “Marzemino”, un vino tipico della provincia di Trento, citato da Lorenzo Da Ponte nel suo libretto per il “Don Giovanni” di Mozart.
Nell’istante in cui assapora quella goccia di nettare rossosangue Giovanni avverte una sorta di piacevole e misteriosa esplosione dei sensi, e da quell momento in poi la sua natura si trasforma. In tre soli anni, da timido impiegato di banca e marito fedele diventa direttore, tombeur de femmes e il più riverito e stimato esperto di vino in Italia. Proprio come gli aveva predetto l’enigmatico “Professore” che lo aveva convinto ad assaggiare il suo primo bicchiere di vino.
L’unico evento che il “Professore”, con il suo accento straniero e i suoi penetranti occhi blu, non gli aveva predetto era che presto sarebbe stato accusato dell’omicidio di sua moglie Adele.
Mentre viene messo sotto torchio dal commissario Sanfelice, Giovanni si trova a riflettere sugli ultimi tre anni della sua vita, dominati da un’unica e folle passione: il vino. Per potersi permettere bottiglie di vino sempre più costose ed esclusive, da uomo onesto si è trasformato in un uomo ambizioso e senza scrupoli fino a perdere il suo lavoro in banca e a reinventarsi una vita nel mondo del vino, dove ormai è il numero uno. Possibile che sia anche un assassino?
Nonostante il metodo razionale del commissario Sanfelice, l’investigazione si addentra in un terreno scivoloso, ai confini della realtà, dove è sempre più difficile distinguere I fatti dalla loro proiezione onirica.
E se Giovanni, come Faust, avesse incontrato una forza diabolica con il potere di cambiare le coordinate della sua vita, rendendola del tutto speciale, presentandogli poi l’inevitabile conto da pagare?

NOTE DI REGIA:
«L’ispirazione del romanzo di Fabio Marcotto, con la sua radice un po’ faustiana, mi ha convinto subito e ha fornito una buona traccia da seguire, un’idea di base sulla quale lavorare. Il protagonista si trova a dover ripercorrere e spiegare le trasformazioni della sua vita attraverso la lente razionale di un’indagine di polizia. La storia si muove tra il noir e la commedia: una struttura circolare che forse può sembrare complicata, ma solo all’apparenza. L’intreccio della struttura narrativa è sempre legato al gioco della memoria e alla doppia lettura della realtà che il nostro protagonista si trova a verificare sulla sua pelle. Frammenti di vita che cambiamo di peso: cose apparentemente importanti si rivelano del tutto inutili, cose insignificanti acquistano invece un’importanza fondamentale».