Acciaio (opera seconda)

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Acciaio

Acciaio

titolo originale:

ACCIAIO

titolo internazionale:

STEEL

cast:

Michele Riondino, Vittoria Puccini, Massimo Popolizio, Luca Guastini, Francesco Turbanti, Anna Bellezza, Matilde Giannini, Monica Brachini

sceneggiatura:

Giulia Calenda, Stefano Mordini, Silvia Avallone, dall'omonimo romanzo di Silvia Avallone

fotografia:

montaggio:

scenografia:

produzione:

Palomar, Rai Cinema, con il contributo del MiBACT, BNL Gruppo BNP Paribas

distribuzione:

vendite estere:

paese:

Italia

anno:

2012

durata:

95'

formato:

35mm/DCP - colore

uscito in sala:

15/11/2012

premi e festival:

Di qua l’acciaieria che lavora a ciclo continuo, ventiquattro ore al giorno e non si ferma mai.
Di là dal mare, l'isola d'Elba, un paradiso sognato e irraggiungibile di famiglie felici. In mezzo, in riva alla loro spiaggia segreta, né di qua né di là, Anna e Francesca, piccole ma già grandi, "tredici anni quasi quattordici", che vivono la loro ultima estate di innocenza prima del liceo.
La loro amicizia è tanto esclusiva e potente quanto l’amore.
Ma essere belle e avere quattordici anni in una periferia operaia è difficile.
E se tuo padre è sparito nel nulla portandosi dietro i soldi del mutuo o ti chiude in casa per umiliarti e metterti le mani addosso, il massimo che puoi desiderare è una serata al pattinodromo, o avere un fratello forte e bello in cui trovare un porto sicuro e sognare il mondo là fuori, oltre i confini della fabbrica, che non hai mai visto e a stento riesci a immaginare. Anna e Francesca in quella periferia operaia si sono trovate e scelte, sanno che quel mondo asfittico ha iniziato a guardarle in maniera sempre più morbosa e quando i loro corpi adolescenti iniziano a pulsare sotto costumi troppo piccoli, le due ragazze non hanno alternative se non quella di sbattere in faccia agli altri la propria bellezza, usarla con violenza sperando che le aiuti ad andare via di lì o anche solo ad essere qualcuno.
Loro ci provano, convinte che per sopravvivere basti essere sempre insieme, unite, e lottare, ma i loro sogni si infrangono all’arrivo dell’amore.
Un amore che arriva all’improvviso e travolge le loro poche certezze.
L'amicizia invincibile tra le due si incrina, sanguina, si spezza. E tutto prende un’accelerata improvvisa. Anna, nel giro di un’estate, si ritrova proiettata in un mondo di adulti, in cui il destino migliore cui una ragazza può aspirare è aspettare il proprio uomo, a fine turno, fuori dai cancelli della fabbrica; Francesca, privata dell’altra metà della sua mela, perde il senso di sé e lascia la scuola a quindici anni per andare a fare la vita.
Intorno alle due ragazze, bello e forte come un dio, si staglia Alessio, il fratello di Anna, operaio fin dentro al midollo che ancora si ostina a credere nei valori del lavoro in fabbrica che ti dà pochi soldi sì, ma ti fa andare a letto sporco di un sudore pulito.
Alessio che di giorno si ammazza di lavoro nella stessa fabbrica che, di notte, va a derubare insieme al suo amico Cristiano.
Alessio che ha ai suoi piedi tutte le ragazze del paese, ma si ostina a pensare all’unica che ha perduto, il sogno della sua vita, Elena.
E per sopravvivere al vuoto della sua assenza e resistere alla fatica del lavoro, che senza l’amore diventa privo di senso, è costretto a sballarsi di alcool e cocaina ogni notte come fosse l’ultima.
Dietro al mondo dei ragazzi, in lontananza, vivono arresi e insieme crudeli, i genitori, modelli a cui i figli giurano nel bene e nel male di non assomigliare mai. Sopra tutti, genitori e figli, la violenza del ciclo continuo dell’acciaio, che si sprigiona dalla torre fumante dell’Altoforno e non si può fermare mai, qualsiasi cosa accada.
Anche se ad accadere è l’evento peggiore, la morte dell’eroe, dell’operaio modello che sotto la spinta della sua eterna ossessione - il tallone d’Achille che rende vulnerabile anche il più invincibile degli eroi - si dimentica per un attimo che l’acciaieria non è un luogo di lavoro come un altro, perché se ti distrai anche un solo istante, puoi non uscirne vivo.
La morte di Alessio non è solo la morte di un qualunque operaio, ma la fine di un mondo che, giorno dopo giorno, sta sparendo davanti ai nostri occhi. Il mondo dell’acciaio italiano, l’acciaio migliore, che nessuno, neanche i cinesi, riescono a fare così bene. Non tutto però se ne va via con Alessio, perché una goccia della sua consapevolezza è scivolata nelle vene di Anna che, dopo la morte del fratello, non è più sicura che l’unico futuro possibile sia sempre altrove.
Anna ha solo quindici anni e non sa cosa sarà della sua vita.
Oggi però ha il coraggio di staccare per un attimo i piedi da terra e lasciarsi trasportare leggera verso l’isola dei suoi sogni – che in fondo è là a portata di mano - un paradiso perduto e ora ritrovato nel suo sguardo di ragazza non più bambina.