Monicelli. La versione di Mario

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Monicelli. La versione di Mario

titolo originale:

MONICELLI. LA VERSIONE DI MARIO

paese:

Italia

anno:

2012

durata:

83'

formato:

HD/DCP - colore & b/n

aspect ratio:

16:9

uscito il:

04/06/2013

premi e festival:

Il documentario nasce dall'incontro di cinque persone che hanno conosciuto, ammirato e amato Mario Monicelli.
Qualche anno fa Wilma Labate, Felice Farina e Mario Gianni decisero di passare una giornata con lui e di riprendere con le telecamere a mano non un'intervista ma una chiacchierata a ruota libera, per cercare di catturare quel suo sguardo sulla vita oltre che sul cinema, che è senz'altro un punto di riferimento prezioso e raro.
Mario Canale e Annarosa Morri hanno incontrato Monicelli in vari momenti della sua carriera: dai set alle interviste sui più diversi argomenti, in situazioni pubbliche e private, raccogliendo testimonianze e ricordi spesso irriverenti ma sempre precisi e taglienti.
Da questi materiali, usati assieme al repertorio, con le cose più divertenti, buffe e tranchant di Monicelli uomo e cineasta, è nato il progetto di un ritratto complessivo, diviso in cinque capitoli:
“Mestiere”: la lunga avventura di Mario Monicelli che è sempre stato considerato dalla gente del cinema e dagli addetti ai lavori un “maestro”. Uno che possedeva il “mestiere”, una sorta di leggenda. Nel cinema aveva iniziato dal basso, come “ciakkista”, ricoprendo in seguito moltissimi ruoli fino a diventare aiuto regista, sceneggiatore e infine regista. 63 film belli, meno belli, successi, insuccessi ma tutti con un segno forte, una firma: un film di Mario Monicelli.
“Origini”: il racconto dell’adolescenza e della formazione viareggina di Monicelli, i primi esperimenti, gli amici, “il flaneur” del lungomare, le immagini del primo film “Pioggia d’estate “, la partenza per l’Africa e per il grande cinema e l’arrivo a Cinecittà.
“Confidenze”: in una breve intervista Martina Monicelli, la prima figlia, dichiara che il padre aveva grande stima delle donne; quando però non gli piacevano le chiamava "femmine". Goffredo Fofi invece sostiene che Mario era in realtà un misogino, come tutti quelli della sua epoca. Ma "Speriamo che sia femmina" è un film culto e i tanti personaggi femminili del cinema di Monicelli sono sempre ricchi di spessore, raccontati con sguardo ruvido ma garbato. Se la protagonista di quel momento magico del cinema è stata l'amicizia tra uomini, ma tra gli sceneggiatori c'era una donna, una sola ma immensa, Suso, quale era la vera immagine della donna? E lui, Mario, le donne le amava o no?
“Ridere”: con “Totò cerca casa” di Monicelli e Steno, nasce probabilmente la commedia all’italiana e inizia anche il percorso di un autore–regista assolutamente originale, capace di stravolgere continuamente i canoni del genere. Prima con i film di Totò poi con i “Soliti ignoti“, in cui inserisce attori drammatici e dramma all’interno di un tessuto comico, fino agli esperimenti linguistici e allo stravolgimento dell’iconografia medioevale dell’Armata Brancaleone.
“Politica”: un omaggio alla contemporaneità di Monicelli, alla sua etica, alle sue convinzioni politiche. Un uomo che ha sempre avuto lo sguardo aperto sul mondo e che, anche nei suoi film considerati minori, non perdeva mai di vista il senso politico, sociale e ironico della vita. Un grande che ha sempre avuto la capacità di incidere sul presente tanto da diventare un simbolo anche per le generazioni più giovani.

NOTE DI REGIA:
La difficoltà maggiore nel costruire un ritratto di uno dei più prolifici e complessi tra gli autori del cinema italiano è stata soprattutto quella di scegliere gli aspetti da privilegiare fra i tanti possibili. Abbiamo cercato prima di tutto di far raccontare a Mario il suo sguardo sulla vita, così intenso e complesso, perché è alla vita che il suo cinema è fortemente legato. Abbiamo cercato tra noi quell’approccio e quella modalità di lavoro collettivo che era uno dei suoi elementi di forza. Ne esce una visione forse parziale e incompleta, ma speriamo al tempo stesso sincera e diretta, e capace di dar conto della naturale e sconfinata onestà di un uomo d’altri tempi che lascia a tutti, compresi i più giovani, alcuni strumenti di grande potenza per interpretare e orientarsi nel futuro.
Non è stato facile coordinare i nostri stili, il nostro approccio al cinema, le nostre diverse storie, ci sono stati momenti di grande tensione, abbiamo discusso sulla enorme quantità di materiale, su come sceglierlo. Abbiamo girato molte interviste, oltre la lunga chiacchierata con Lui da cui siamo partiti; abbiamo analizzato i suoi film pezzo per pezzo, alcuni preziosi e rari e ci siamo divertiti come matti con i primi film, esilaranti e commoventi.
Un lavoro appassionante e difficile come sempre accade quando si racconta una materia ricca, antologica, pieno di emozioni anche intime. Un'avventura piccola piccola rispetto alla grandezza del protagonista che però ci ha contagiati, un turbamento collettivo mai superficiale che ha lasciato un segno.