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martedì 25 giugno 2019

Un Fantastico via vai

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Un Fantastico via vai

Un Fantastico via vai

Un Fantastico via vai

titolo originale:

UN FANTASTICO VIA VAI

fotografia:

scenografia:

paese:

Italia

anno:

2013

durata:

95'

formato:

colore

uscito in sala:

12/12/2013

Arnaldo, Anita e le due gemelle Martina e Federica, ecco la famiglia Nardi. Una tranquilla e normalissima famiglia medio borghese.
Lui impiegato, lei insegnante e le figlie studentesse con l’esame di terza media alle porte. Arnaldo ha 45 anni, la tipica età in cui tiri le somme e fai i bilanci per rispondere alla fatidica domanda: sono felice? Ma Arnaldo questa risposta non se la da, anzi evita proprio di farsi la domanda.
L'uomo è in quella fase della sua vita dove la nostalgia per il periodo da studente si fa forte. Sarebbe bello poter tornare indietro. Sarebbe bello riassaporare quei momenti. Sarebbe bello anche raccontare a qualcuno che ha poco più di vent'anni che nella vita bisogna credere ai proprio sogni e non avere paura. Magari arrivando anche a rubare una caravella, come ha fatto lui e spiegare le vele al vento per poi fermarsi solo quando...rubare una caravella?
Si, insomma Arnaldo ha fantasia e forse quella sua vita ordinaria sta cominciando ad andargli un po’ stretta.
Un equivoco con la moglie e la donna lo butta fuori di casa!
Questa è la sua grande occasione per una personalissima “macchina del tempo”. L’uomo infatti decide di andare momentaneamente a vivere in una casa di studenti. Sono quattro, hanno tutti poco più di 20 anni e l’uomo da un giorno all’altro rivive con loro quell’età, quelle speranze, quei dubbi che “purtroppo” lui non sembra avere più.
La moglie lo cerca, i colleghi di lavoro lo cercano, le gemelle lo cercano ma Arnaldo ha spento il cellulare e con questo piccolo espediente si torna davvero indietro nel tempo … ed invisibili. L’uomo partecipa alla vita dei ragazzi: Camilla ha lasciato la Sicilia per non dire a nessuno che è incinta. Edoardo che è di colore, è fidanzato con una ragazza il cui padre non sopporta “quelli di fuori!”. Marco è costretto a fare medicina perché viene da una famiglia di medici ma la vista del sangue lo fa svenire.
Anna è la pazzerella di casa, bella come il sole, s’innamora dei ragazzetti ai quali da ripetizione e dei loro padri che li vengono a riprendere perché: “con quelli della mia età non mi ci connetto proprio!”.
Arnaldo è li nel mezzo: rinaviga quel mare di batticuori, timidezze, speranze, incertezze tipiche dei ventenni. Dieci giorni tutti insieme: è un dare ed un avere. Un po’ d’esperienza dell’uomo in cambio di uno sguardo sulla propria vita più fresco, meno piatto. Poco più di una settimana insieme bastano ad Arnaldo per capire che il passato non può tornare ma che il futuro a qualsiasi età non è mai “tutto scritto” ma che può essere sempre imprevedibile come quando si aveva poco più di 20 anni. Basta poco come basta poco per andare a ricercare in mezzo ad un bosco quella caravella che lui dice di avere rubato scoprendo così se era solo un fantasioso racconto oppure un’incredibile, fantastica verità.