Diario di un maniaco per bene (opera prima)

titolo originale:

DIARIO DI UN MANIACO PER BENE

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

scenografia:

costumi:

Francesca Apostolico, Antonio Di Dio

produzione:

paese:

Italia

anno:

2013

durata:

87'

formato:

HD - colore

uscito il:

08/05/2014

premi e festival:

Una commedia amara che ruota attorno ad un quarantenne in crisi, e proprio per questo ironico verso il mondo esterno e verso se stesso.
E‟ facile affezionarsi a Lupo, il protagonista di questo film, interpretato da Giorgio Pasotti, un personaggio divertente, sarcastico, maniacale, drammatico, a volte tenero, altre ridicolo.
Un personaggio “ da film” eppure così reale, un artista non romano che vive Roma quasi da straniero, un artista in difficoltà che proprio per questo spesso fa sorridere ma che all‟improvviso sa anche turbare ed emozionare.
Lupo apparentemente ha uno sguardo seducente e modi dolci e affabili che non lasciano trasparire nulla, o quasi, della sua crisi. Anche nei momenti più drammatici riesce a rassicurare il mondo. Sembra questa la sua funzione prevalente nei rapporti con gli altri: rassicurare, calmare, dare serenità. Tutti, proprio per il suo sorriso costante, lo ritengono il più saggio e il più calmo.
Il problema di Lupo è che lui in realtà non è così, anzi. All‟ inizio del film lo troviamo che sta per impiccarsi dopo essere stato lasciato da tre donne consecutive: ma appena appende la corda a una trave del suo studio da pittore, viene interrotto dalla telefonata di un'amica che via skype gli chiede consigli d'amore. E il dramma lascia il posto alla commedia: Lupo senza battere ciglio lascia perdere il cappio e va al computer a darle consigli, riuscendo meravigliosamente nell'impresa, senza intoppi, senza tentennamenti.
Ma intanto la corda pende sempre sopra di lui...
Sembra il suo destino dare consolazione a chi sta molto meglio di lui: gli amici lo cercano come consulente d'amore, mentre la sua vita sentimentale è ridotta a zero; poverissimo in canna, riesce però a dare manforte alla sua ex che gli telefona per lamentarsi dei ribassi del suo stipendio e perché non le telefona più nessuno, neanche il maniaco sessuale che l‟aveva presa di mira...
Lupo è talmente bravo nel rassicurare, che nessuno può sospettare il suo turbolento mondo interiore. Solo noi spettatori siamo al corrente della sua realtà interiore, della sua ironia sugli altri e sulla vita, dei suoi pensieri che spesso commentano in maniera leggera e divertente le sue azioni e le situazioni nelle quali si imbatte, in un costante contrasto tra ciò che gli altri percepiscono di lui, vedendolo sempre disponibile e sorridente, e l' “Eversiva” voce fuori campo con cui invece viene fuori il vero Lupo, con cui sfotte il mondo, lo dissacra, lo critica e attraverso la quale lascia intravedere le sue piccole manie quotidiane.
Buffo e tenero uomo in crisi, Lupo vive la realtà quotidiana del suo palazzo popolare: l'amministratore che lo trascina alle insopportabili riunioni di condominio, l'amico meccanico che vuol farlo fidanzare a tutti i costi con quella “coatta” di sua sorella, lo sconosciuto che Lupo spia continuamente, credendo sia un pittore che odia. Questi ed altri strambi e divertenti personaggi mandano Lupo sempre più in crisi.
Senza contare le donne: una ex di quattro anni prima che lo tratta come fosse ancora la sua fidanzata, un incontro “ al buio” con una ragazza incontrata su Facebook che sostiene di essere esperta di Hemingway e di Kamasutra ma a fine serata lo manda in bianco. Ed addirittura una giovane suora che Lupo, maniaco per bene, corteggia usando come pretesto per abbordarla i suoi finti dubbi “teologici”…
In tutto questo variegato mondo, solo con la nipotina di nove anni, Lupo è se stesso per “intero”, e sarà infatti la piccola Flaminia a spingerlo, assieme ad una anziana dirimpettaia impicciona e ad una nuova giovane vicina di casa, a ricominciare ad esistere, ad amare e a dipingere. E la corda del cappio con cui questa storia era iniziata, utilizzata in modo completamente diverso, si trasformerà, come per miracolo, in una nuova opera d’arte.