Pecore in erba (opera prima)

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Pecore in erba

Pecore in erba

titolo originale:

PECORE IN ERBA

titolo internazionale:

BURNING LOVE

sceneggiatura:

Alberto Caviglia, Benedetta Grasso

fotografia:

montaggio:

scenografia:

costumi:

produzione:

On My Own, con il contributo del MiBAC, in associazione con Paola e Ricky Levi

paese:

Italia

anno:

2015

durata:

85'

formato:

colore

uscito in sala:

01/10/2015

premi e festival:

Luglio 2006. Leonardo Zuliani è scomparso. Da Trastevere la clamorosa notizia diventa vera e propria emergenza nazionale mentre un innumerevole gruppo di seguaci si accalca davanti alla casa del giovane attivista. La mamma è disperata, il quartiere paralizzato. Alla televisione ogni canale parla di lui, tutte le autorità esprimono la loro solidarietà alla famiglia. Molti non vogliono crederci, forse sperano sia un’altra delle sue trovate. Genio della comunicazione, fumettista di successo, stilista visionario, scrittore di grido, attivista dei diritti civili: ma chi è veramente Leonardo? Con l’aiuto di autorevoli esperti e personalità di spicco, il film ne ripercorre la vita, gettando finalmente luce su un personaggio chiave dei nostri tempi.

NOTE DI REGIA:
Pecore in erba è un film nato per rispondere a una domanda: esiste ai giorni nostri una nuova chiave per parlare di antisemitismo in modo da coinvolgere e sensibilizzare riguardo un tema così delicato? Questo fenomeno così antico e purtroppo allo stesso tempo attuale non ha mai suscitato un grande interesse oltre a quello storiografico. Inoltre la cultura moderna e i fatti più recenti, a mio avviso, lo stanno rendendo sempre più difficilmente riconoscibile, poiché molte sue forme sono attribuite a fenomeni diversi. La mia ricerca è nata da un vero e proprio confronto con le dinamiche sociali di questi ultimi trent’anni, e mi ha portato ad affrontare il tema con l’utilizzo della satira, rompendo quei tabù che mi impossibilitavano a sviscerare l’argomento con un approccio più classico. L’antisemitismo è un fenomeno così radicato che sarebbe riduttivo pensare di poterlo riscontrare solo nei gesti più estremi o nelle forme più esplicite; le sue forme più diffuse e difficili da combattere sono infatti le manifestazioni apparentemente inconsapevoli. Quest’opera è un modo per portare alla luce e ridicolizzare l’ipocrisia e il pregiudizio (coscienti o no), invitando a riflettere sulle sfumature di questo fenomeno e sul nostro modo di porci riguardo a esso.