Terre d'Islam – Storia delle rivolte arabe

vedi anche

clicca sulle immagini per scaricare le foto in alta risoluzione

Terre d'Islam – Storia delle rivolte arabe

Terre d'Islam – Storia delle rivolte arabe

titolo originale:

TERRE D'ISLAM – STORIA DELLE RIVOLTE ARABE

produzione:

Barter, con il contributo del MiBAC

paese:

Italia

anno:

2014

formato:

colore

uscito in sala:

29/04/2014

Una storia complessa, di paura e speranze, un’esplorazione in una realtà di un miliardo e trecento milioni di persone che alterna riprese originali con le immagini di repertorio di un mondo ormai passato.
“Quello che volevamo – racconta Spinelli – era dare voce direttamente ai protagonisti, limitando l’intervento degli esperti islamisti occidentali, che sono tantissimi in Italia, ma anche, ad esempio, in Francia. Volevamo che fossero i diretti interessati a raccontare la storia dell’Islam politico, che per noi è acquisizione abbastanza recente. Lo conosciamo moltissimo dal punto di vista del culto, ma non sotto questo aspetto, in una linea che si estende dal Maghreb a Kabul”. Gran parte del documentario si concentra sull’ascesa del movimento dei ‘Fratelli Musulmani’, una delle più importanti organizzazioni islamiste internazionali, fondata nel 1928 da al-Ḥasan al-Bannāʾ a Isma'iliyya, poco più d'un decennio dopo il collasso dell'Impero Ottomano. Molti membri di tale movimento sono stati condannati a morte, compreso il suo leader, Mohamed Badia.
“In tre mesi e mezzo di riprese – continua Spinelli – abbiamo avuto la ‘fortuna’ di assistere alla massima ascesa del movimento che avrebbe portato alla caduta del governo ‘democraticamente eletto’ di Morsi e al colpo di Stato. Ma ci muoviamo dalla Libia al Libano. Grossi problemi logistici non ce ne sono stati, abbiamo avuto grandi collaboratori e tutto l’appoggio possibile dalle ambasciate. Sicuramente nel mondo islamico c’è un legame strettissimo tra politica e religione, poiché il culto è strettamente legato alla vita di tutti i giorni del cittadino, dalla scansione delle cinque preghiere, al cibo, al rapporto tra uomo e donna. E’ una relazione che alla fine si rivela dannosa. A mio parere l’Occidente non ha affatto svolto un ruolo ‘emancipatore’, il risultato è stata una graduale rivalutazione dei valori islamici anche più estremi. Non solo: la ‘giustizia egiziana’ ha anche messo fuori legge il Movimento 6 Aprile, il gruppo giovanile democratico che tre anni fa iniziò la rivolta di piazza Tahrir, i cui leader sono già in carcere da mesi a subire pene pesanti a causa di accuse inesistenti. Il 6 Aprile non ha nulla a che fare con i Fratelli musulmani: è laico, democratico e opposto al movimento islamico. Quello che li unisce alla fratellanza è l'opposizione prima al regime di Mubarak e ora a quello dei militari, opaco e sempre più simile al precedente del vecchio dittatore. Insomma, si fanno più passi indietro che avanti".