Un minuto de silencio

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Un minuto de silencio

Un minuto de silencio

Un minuto de silencio

titolo originale:

UN MINUTO DE SILENCIO

cast:

Evo Morales, Alvaro Garcia Linera, Felipe Quispe, Gonzalo Sanchez De Lozada, Carlos Mesa, Jeremy Rosner, Stanley Greenberg, Carlos Valverde

fotografia:

Carlos Crespo, Renato Favro, Guillermo Medrano

montaggio:

produzione:

paese:

Italia

anno:

2013

durata:

85'

formato:

DCP - colore

uscito in sala:

01/11/2014

premi e festival:

Cinque anni, cinque lunghi anni dedicati a seguire l’uomo che ha incarnato i sogni di un’intera nazione: il primo presidente “cocalero” del sudamerica ma non solo lui. Come si sono trasformati in questi cinque anni i suoi sostenitori che per votarlo fecero anche una settimana a piedi nella giungla per raggiungere il seggio. Ed i suoi oppositori? E la politica interna? Come sono mutati gli equilibri internazionali che per secoli hanno condizionato lo sviluppo o il solo esistere di questa Nazione?
Ferdinando Vicentini Orgnani non si limita ad essere uno spettatore privilegiato; scava, ricorda, cerca di raschiare la superficie togliendola da quel domopack ideologico e di luoghi comuni che in Europa hanno accompagnato Evo Morales.

NOTE DI REGIA:
EVO (de nuevo…)
12 ottobre 2014: elezioni presidenziali in Bolivia.
La vittoria di Evo Morales è scontata. Grazie a una spregiudicata lettura della nuova costituzione sarà presidente per la terza volta a quattro anni dalla schiacciante vittoria che nel secondo mandato gli ha dato un potere quasi assoluto.
Il baricentro dell’informazione in Europa segue altre coordinate: Medio Oriente, ISIS, Ucraina, Putin e le sanzioni… Anche in passato sono poche le occasioni in cui si è parlato di Bolivia: la “guerra dell’acqua” contro il presidente/dittatore Hugo Banzer nel 2000; la rinuncia del presidente Sanchez de Lozada a seguito dell’ Octubre Negro nel 2003; l’elezione del “primo presidente indigeno” (Evo Morales appunto) nel 2006; la protesta indigena nel parco nazionale del TIPNIS nel 2011. Per la prima volta, con il TIPNIS, la stampa europea ha attaccato Evo Morales, accusandolo di “tradimento del suo popolo”. Gli indigeni delle terre basse avevano organizzato una marcia pacifica contro la costruzione di un’autostrada che avrebbe messo in serio pericolo una delle riserve naturali più importanti del paese. Il governo ha attaccato violentemente i marcisti, donne e bambini compresi, coadiuvato dalle forze speciali venezuelane. Lo scopo ultimo era quello di concedere nuove terre ai coltivatori di coca dei quali Evo è ancora il massimo esponente, nonostante l’ovvio conflitto d’interessi.
Ho raccontato questa complessa vicenda nel documentario “Un Minuto de Silencio” in uscita in Italia del 17 ottobre.
Evo Morales è stato un potente catalizzatore e ha avuto l’opportunità storica di pacificare il paese, ma con la scusa della “difesa della rivoluzione” ha fatto solo gli interessi suoi e dei suoi sostenitori.
In Bolivia c’è stata per molto tempo una forma non codificata di Apartheid e anche nell’era democratica i diritti erano garantiti solo formalmente. Evo è un animale politico con carisma innegabile, purtroppo non ha dimostrato la lungimiranza e lo spessore di Mandela.