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venerdì 24 maggio 2019

Una Nobile causa

vedi anche

sito ufficiale

trailer

titolo originale:

UNA NOBILE CAUSA

fotografia:

montaggio:

Luca Bozzato

scenografia:

musica:

Tommy Fanton

produttore:

Rebecca Basso

produzione:

Running TV International, con il sostegno di Regione Veneto

paese:

Italia

anno:

2015

formato:

colore

uscito in sala:

24/05/2016

Gloria, una donna sicura di sé e madre di famiglia, vince un milione di euro al casinò.
Il marito e i figli, che conoscono bene la debolezza della madre per il gioco d'azzardo, la convincono, suo malgrado, a rivolgersi ad uno psicologo, sperando così di aiutarla e di non farle sperperare la vincita.
La persona incaricata è il luminare Fabio Macchiavelli che, per curare la donna, racconta la storia di un suo vecchio paziente.
Si tratta di Alvise Fantin, un nobile veneziano senza occupazione e impoverito dal gioco d'azzardo.
E' un uomo gentile, dai modi cordiali e garbati, ma perde completamente il lume della ragione quando si trova davanti a una slot o a un casinò. Alvise, più per "rifarsi" che per pagare i debiti, cerca di racimolare i soldi nei modi più fantasiosi, rocamboleschi e disparati possibili.
Un giorno però, truffa la persona sbagliata e grazie anche allo zampino della madre, critica sul suo comportamento, sarà costretto a ripagare tutto il suo debito, facendo un umile e onesto lavoro.
In questa nuova situazione Alvise si trova impacciato, affrontando a volte anche situazioni assurde ed esilaranti.
Riuscirà Alvise ad adattarsi al suo nuovo lavoro e a superare la debolezza per il gioco?
E lo psicologo? Riuscirà ad aiutare Gloria e la sua famiglia in difficoltà?

NOTE DI REGIA:
Questa storia esplora la compulsività del gioco d’azzardo, uno dei mali del nostro tempo.
L’intento è quello di sensibilizzare il pubblico sul problema e di percorrere con lui il labirintico filo che ogni giocatore attraversa tra la menzogna e la verità, evidenziando anche i problemi che ne risultano a livello sociale. Il film non vuole dare soluzioni, ma far presente che questa è una problematica reale, che sta diventando sempre più preoccupante: la storia trasmette la gravità del problema in modo incisivo ma non traumatico, mostrando come il primo passo per avviarsi sulla strada della guarigione sia prendere coscienza del proprio problema.