Dustur

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Dustur

Dustur

titolo originale:

DUSTUR

fotografia:

paese:

Italia

anno:

2015

durata:

75'

formato:

HD - colore

status:

Pronto (10/11/2015)

premi e festival:

  • Cinema du Réel 2016: International competition - The Youth Award
  • Italia in Doc - Bruxelles 2016: Concorso - Premio del Pubblico
  • Torino Film Festival 2015: Italiana.doc - Premio Avanti, Premio Gli Occhiali di Gandhi
  • Festival international du documentaire en Cévennes 2016
  • Les Rencontres internationales des cinémas arabes 2016
  • Festival di Cinema Africano d'Asia e d'America Latina 2016: Concorso nazionale - premio Extr'A migior documentario
  • Festival Presente Italiano 2016: Concorso nazionale - Premio "Federico Gori" per il Miglior Film
  • Festival d'Annaba du Film Méditerranéen 2016: Concorso internazionale - Premio speciale della giuria
  • FCAV Festival del cinema africano 2016: Concorso internazionale - Menzione speciale
  • Religion Today film festival 2016: Concorso internazionale
  • Giornate del cinema italiano a Tunisi 2016

Nella biblioteca del carcere di Bologna, un gruppo di detenuti musulmani partecipano a un corso organizzato da insegnanti e volontari sulla Costituzione italiana. Un giovane arabo in attesa del fine pena è alle prese con gli «inverni e le primavere» della libertà e un futuro tutto da scrivere. Un viaggio dentro e fuori il carcere, per raccontare l’illusione e la speranza di chi ha sognato e continua a sognare un «mondo più giusto».

NOTE DI REGIA:
È nel 2011, durante le riprese del mio precedente documentario sul carcere (Milleunanotte) che ho conosciuto Ignazio e Samad, il volontario religioso e il giovane ex detenuto. Il monaco cristiano e il musulmano: due mondi solo apparentemente distanti. Ed è grazie alle loro storie e alla loro passione per un “mondo migliore” che nasce Dustur. Un viaggio dentro e fuori il carcere, dentro e fuori i confini della libertà. Un dentro e un fuori, che solo alla fine si toccheranno. Un viaggio che comincia dietro le sbarre di una biblioteca, per concludersi sull’Appennino, in uno dei luoghi simbolo della Resistenza italiana.