Sono sempre io

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Sono sempre io

Sono sempre io

Sono sempre io

titolo originale:

SONO SEMPRE IO

cast:

Franco Bertini, Flavio Insinna, Alessandro Gassmann, Edoardo Leo, Luciano Scarpa, Rocco Papaleo, Rolando Ravello, Dario Bandiera

sceneggiatura:

montaggio:

paese:

Italia

anno:

2016

formato:

colore

status:

Pronto (10/03/2016)

SONO SEMPRE IO, è una storia che nasce dalla creatività e dal disagio di un "autore alternativo".
Alternativo a quello che spesso il mercato si affanna a cercare.
L’avversione per tutto ciò che è di facile comprensibilità rende Franco, il protagonista di questa storia, vulnerabile, e di conseguenza in contraddizione con i suoi alter-ego:
Lo Scrittore, Il Musicista, L’Arrabbiato.
L’alter-ego scrittore vuole convincere Franco di avere pronto un monologo pensato per essere un successo a prescindere, semplicemente perché parla a un pubblico che non c’è: rivolgendosi agli spettatori non intervenuti, l’attore dovrebbe recitare davanti a una platea vuota, e come in una foto al negativo, un teatro vuoto rappresenterebbe così la condizione ideale per lo spettacolo.
L’idea è ovviamente una provocazione, l’ennesima, che solleva le proteste dell’arrabbiato; il secondo alter-ego di Franco, ispiratore di meno nobili progetti, stufo di essere schiavo di scelte artistiche sempre più estreme, destinate al fallimento e alla frustrazione.
A destabilizzare gli equilibri dell’anima già tormentata del protagonista ci si mette il musicista, il terzo alter-ego di Franco, incastrato nella sua convinzione di poter essere utile alla causa suonando la sua inseparabile chitarra, e cantando in un allegro quanto sterile gramelot.
In questo film Franco lotta per affermare sè stesso. La vita si fonde con la finzione, in un percorso narrativo che sceglie la strada di una metafora a tratti surreale. E’ una storia in cui l’autore di questo film ha convogliato la rabbia, le ansie, la speranza. Non si è avvalso di nessun aiuto. E’ lui lo sceneggiatore, il regista, l’attore di 4 personaggi (e i suoi rispettivi 3 alter-ego), è lui il fonico, l’operatore e il direttore della fotografia, l’attrezzista e il macchinista, l’elettricista, lo scenografo, il costumista, il segretario di edizione, il produttore, il montatore delle immagini, della presa diretta e degli effetti, il colorist, il musicista… sul set, durante la lavorazione, non c’era nessun altro al di fuori di lui.
Ma non per battere un primato.
I motivi sono 2: il primo è dovuto al fatto che avrebbe provato imbarazzo a recitare tra sé e sé davanti a qualcuno. Il secondo, che aveva bisogno di assoluta libertà e indipendenza nel decidere i tempi e le modalità di lavorazione.
I luoghi sono reali: casa sua, il tetto del suo palazzo, le strade e le situazioni in cui si ritrova di solito. Ognuno è se stesso, anche gli altri personaggi che incontra. C’è sua figlia, sua moglie, il suo commercialista e alcuni amici come Alessandro Gassman, Dario Bandiera, Rocco Papaleo, Flavio Insinna, Edoardo Leo, Rolando Ravello, Luciano Scarpa, ognuno nel ruolo di se stesso, ognuno nei “propri” luoghi.